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Distanti e diversi

Ipotesi di un monocolre grillino (con tecnici mattarelliani), sostenuto, "distanti e diversi", dal Pd. Una follia?

di Giuseppe Turani |

Forse non è vero, come ha scritto qualcuno, che quando “Un Salvini incontra un Renzi, il Salvini è un uomo morto”, ma qualcosa di grave (per il Bullo) succede. Voleva votare subito per incassare i consensi strappati a colpi di razzismo e di paure diffuse, ha tentato un blitz e non ha ottenuto niente.

Non solo. Si è scoperto che si può governare anche senza di lui. Lo si può lasciare in panchina, fra un mese il Papeete chiude e lui dovrà trovarsi una location invernale, dove giocare a briscola con i suoi amici e bere vino rosso. In attesa di essere spedito a casa (ma quale?).

La formula, che qualcuno (Ferrara) ha ripescato, è di origine ovviamente andreottiana: distanti e diversi.

Il Pd cioè potrebbe appoggiare un monocolore grillino (rinforzato da fior di tecnici suggeriti da Mattarella), lungo la linea del “distanti e diversi”, ma controllando giorno per giorno quello che succede. In pratica il Pd, pur senza farne parte, terrebbe al guinzaglio il governo.

Una soluzione del genere avrebbe il vantaggio di spingere il Bullo padano in un angolo e di tenercelo per i rimanenti quattro anni. Già al secondo saranno i suoi a farlo fuori. Ma non è escluso che Putin dia una mano (incazzato da tanta inettitudine) e che i magistrati trovino davvero qualcosa di interessante.

Non per ripetermi, ma consiglio dacia sul Mar Nero.