Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Salvini se ne va solo con i carabinieri

Difenderò la patria con le unghie e con i denti, come Mussolini.

di Giuseppe Turani |

Per portarlo via dal ministero serviranno i carabinieri. Lui dice che difenderà la patria con le unghie e con i denti (all’incirca come Mussolini, fuggito poi travestito da tedesco), in realtà sta cercando di difendere un casino che lui stesso ha combinato e da cui non sa come venire fuori. Se non fosse grave, il caso Salvini sarebbe patetico. Qualcuno ha scritto che qui non si tratta più di politica, ma di sintomi. Sintomi di un malessere psichico, forse anche grave.

A un certo punto, a forza di sentirselo ripetere, si era davvero convinto di avere l’Italia in mano e non aveva calcolato che esistevano anche gli altri. Gli hanno detto di no (il solito Renzi). E il suo castello di carte si è afflosciato, lasciandolo senza idee e senza strategia.

Adesso, davanti all’ipotesi di un governo Pd-5 stelle blatera di governo dei perdenti: dimentica che il Pd ha preso più voti di lui alle ultime elezioni politiche. Il perdente, semmai, è lui e è già stato al governo per oltre un anno.

Per farlo sloggiare dal Viminale si dovrà dimettere tutto il governo. Ma non è detto. Martedì proporrà rimpasti, ricuciture, aggiustamenti, rattoppi, pezze a colore. Tutto pur di non andare a casa. Per difendere la patria.

E qui ci sovviene un vecchio detto: non tutti i patrioti sono mascalzoni, ma certamente tutti i mascalzoni sono patrioti, appena possono si avvolgono nel tricolore e corrono in piazza.

La patria non è certo minacciata da Carola o dalla Open Arms, ma dalle sciagurate politiche economiche dello stesso Salvini. Tutte cose che hanno fatto spendere un sacco di soldi in cambio di niente. Quota 100, secondo lui, avrebbe fatto balzare l’occupazione: tre nuovi occupati per ognuno che se ne va in pensione prima. Invece tre assunti ogni dieci usciti prima. E così via. Il 70 per cento (lo dice lui) dei percettori del reddito di cittadinanza farebbero lavori in nero.

Si era detto che questo sarebbe stato un governo di idioti, e così è stato. Mai visto niente di peggio.

Bene, martedì sera cominciano a andarsene a casa.

Non saranno sostituiti da un governo progressista e perbene. Anzi, non si sa da che cosa saranno sostituiti. Rimarrà agli atti solo il fatto che dopo poco più di un anno questo governo gialloverde ha fatto capitombolo, è rotolato da solo giù per la montagna.

Una delle idee che circolano è di fare un governo di legislatura (i 4 anni che mancano) Pd-5 stelle, con un bel contratto alla tedesca. Già all’idea di vedere la Lezzi e la Castelli che discutono del nuovo contratto con Zingaretti e soci, mi sento male. Populismo + populismo, statalismo + statalismo, ignoranza + ignoranza.

Se proprio vogliono, e devono, vadano al cinema e passino l’incarico di scrivere il programma alla Banca d’Italia. Per la Lezzi e la Castelli deve esistere qualche corso di cucina o di cucito, non perché sono donne, ma perché Toninelli non saprebbe certo fare un orlo nemmeno dopo cento ore di corso, non parliamo poi di uno stufato o di una milanese, non è recuperabile. Meglio che torni a vendere polizze porta a porta.

Una regola italiana è che ogni nuovo governo è peggio del precedente: temo che anche questa volta la regola sarà rispettata.

Unica consolazione: vedere i gloriosi militi dell’Arma che portano via Salvini dal ministero su un loro cellulare, con tanto di sirena e di bandiera tricolore sul parafango.