Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Ombrelloni sulla sabbia

Monocolore grillino, con eventuale appoggio esterno di chi ci sta.

di Giuseppe Turani |

A volte, come oggi, la sinistra sembra una sorta di asilo infantile, dive si litiga senza motivo per il possesso del pennarello color giallo. Si tratta, evidentemente, dell’eredità di una lunga storia, quasi secolare ormai, segnata da divisioni, risse, incomprensioni. Senza questo fardello sulle spalle, la crisi attuale sarebbe chiarissima e chiarissimo il da farsi.

I 5 stelle, guidati da un improbabile comico e da una S.r.l. privata (mai dimenticarlo) sono stufi di Salvini e lo trovano insopportabile? Anche noi, e da molto tempo. Hanno solo due strade: o vanno a elezioni (e si riducono da primo partito in Parlamento a forza del 6-7 per cento, cioè scompaiono) oppure tentano di governare, con un bel monocolore. Scrivono un programma, si presentano in Parlamento e guardano a chi gli dà il voto.

Il Pd non deve fare quasi niente. Osserva, ascolta, guarda la composizione del governo e il suo programma e poi decide. Senza stare a dividersi su accordi di legislatura più o meno fantasiosi.

Non credo che i talebani a 5 stelle siano capaci di scrivere un programma decente (Di Maio, Lezzi, Castelli, Bonafede, Dibba…). In questo caso si va a votare. E accadono due cose: ci si libera dei 5 stelle, ma si consegna il paese a Salvini.

Durerà poco, come poco è durato questo governo gialloverde.

In compenso si avrà un Pd che ha conservato intatta la sua storia. E che quindi potrà essere un’utile riserva della Repubblica.

Se poi il Pd ne approfittasse per chiarirsi alcune cose (immigrati e libero mercato), farebbe cosa utile a tutti.

Tutto il resto sono chiacchiere sotto l’ombrellone.