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Requiem per un aspirante dittatore

Salvini ha fallito e non tornerà più. Noi rimaniamo con grossi problemi: come sempre, mancano soldi.

di Giuseppe Turani |

Salvini è finito. Ci vorrà qualche giorno per liberarsene (il vecchio governo rimane in carica fino all’arrivo di quello nuovo) ma dovrà andarsene. E non tornerà mai più. Lui non lo sa. Si agita, sale le scale del Quirinale, lancia comizietti sempre più stanchi su FB, ma il suo treno è passato.

Se ieri avete sentito Conte (che sappiamo chi è e che storia ha), trascurate l’elenco delle malefatte di Salvini e state sul quadro generale. Conte ha descritto un uomo, Salvini, che non fa parte di questo consorzio ancorato alla sua Costituzione. È un alieno, un uomo crudele e anche sadico, che ancora fino a ieri sera si è ostinato a tenere cento e passa migranti a ballare sulle onde per puro sadismo, per dimostrare di essere un duro.

Conte sia pure con colpevole ritardo, ci ha spiegato che Salvini non è come noi. È stato così esauriente che di colpo il capo della Lega (ma ancora per quanto?) è diventato materiale radioattivo: nessuno nel mondo politico italiano vorrà più avere a che fare con lui. Un impasto di prepotenza e di nessun rispetto per alcuna regola. Un aspirante dittatore, pronto a usare santi, madonne, bambini. Un traditore abituale.

Quindi Salvini se ne va. E non tornerà.

Questa è la buona notizia. Il nuovo governo non si sa che cosa sarà. Niente di buono probabilmente. Pretendere dai 5 stelle che facciano non uno, ma due, passi indietro, consentendo un governo tecnico del presidente (Cottarelli?) è pretendere troppo. Non dimentichiamo che sono degli scemi, dei talebani, senza cultura di nessun genere, nati da un Vaffa e là rimasti. Degli idioti tali da credere a cretinate come la decrescita felice. Così bestie da pensare che la povertà si combatta distribuendo soldi che non ci sono, distribuendo debiti.

Il Pd, avviato alla trattativa con loro, è in un guaio serio. Trattare con questa gente è come pretendere di far volare gli asini. Il Pd, comunque, qualcosa può fare: attenuare le cose più tremende fatte dal governo gialloverde. Tipo mettere in mora quota 100 e reddito di cittadinanza, due esperimenti fallimentari. In attesa di farli sparire.

Anche perché c’è una certa fretta. È in arrivo la recessione. La Germania ha già stanziato 50 miliardi di euro per contrastarla. Ha potuto farlo perché, in proporzione, ha metà del nostro debito pubblico.

In un certo senso Salvini ci ha fatto un grande favore: si è lanciato nella piscina senza acqua proprio quando serviva, cioè adesso. E da lì, dal duro cemento, bofonchia vecchie cantilene: Banca Etruria, no Renzi, riduzioni fiscali per milioni di italiani.

Ma ormai è un personaggio di ieri. Se aveva un futuro, se l’è bruciato nel più stupido assalto al potere mai visto. Ormai è un disco rotto.

Noi invece siamo ancora qui, e ci tocca cercare di non affondare. Purtroppo, bisogna contare sul buonsenso dei 5 stelle, che sappiamo essere quasi inesistente.

In questa partita non ci sono arrivate buone carte. Tranne l’autodistruzione di Salvini, l’uomo più pericoloso di questo secolo.