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Il dio mortale che era solo un pirla

Salvini pensava di essere già il padrone d'Itaila. Ma solo per via dei tropi mojito..

di Giuseppe Turani |

Se Salvini avesse il cervello necessario, avrebbe già capito che qualcosa non va: prima era sulla parte ascendente della parabola, adesso è su quella discendente. Insomma, perde voti: il 5 per cento in una sola settimana, dal 38 al 33 per cento. La caduta non si arresterà.

Ma che cosa ci dice questo primo crollo? Che i voti correvano a lui non per il suo programma (un mix di insensatezze assolute e anche incomprensibili), ma perché era riuscito a impersonare alla perfezione l’uomo forte, che non deve chiedere mai e che impone sempre, che se ne frega della magistratura, delle donne, delle regole, dei poveri e degli altri in generale.

Chiedo perdono al grande Emilio Lussu per il quale l’espressione fu coniata: Salvini, per mesi, senza mai fare nulla di rilevante o di utile è sembrato a molti una sorta di dio mortale. Al di sopra di tutti e di tutte le convezioni. Ha esibito le sue fidanzate come fossero cavalli da fiera. Ha insultato chiunque in Italia e in Europa.

Poi, è scivolato. Ha rotto il governo, chiedendo elezioni immediate, convito di andare a Palazzo Chigi da solo, e quindi di comandare su sessanta milioni di italiani con le sue sgangherate idee di un’Italia modesta e serena, che mangia la polenta (solo alla domenica) con qualche acciughina e il pane raffermo del giorno prima. Che non commercia più con nessuno perché chiunque non sia di Milano o di Bergamo è comunque uno straniero.

Ma si è accorto (dopo oltre vent’anni che sta in politica) che le elezioni non spetta a lui decretarle. Può solo chiederle. E così l’hanno spedito a quel paese.

Da una settimana il poverino, ex uomo forte che non deve chiedere mai, il dio mortale, insegue Di Maio (un minus habens) implorandolo di riprenderlo al governo. Lo sommerge di sms sempre più amorevoli e delicati, quasi romantici. I suoi amici fanno la stessa cosa con gli amici di Giggino.

Un corteggiamento in piena regola, insistente, noioso, molto ridicolo.

L’uomo forte, il dio mortale, trema di paura. Non è più lui. Una pappamolle. Un pirla qualsiasi, lasciato dalla fidanzata (che lui stesso ha piantato con grandissima astuzia). E quindi perde voti.

Su una cosa concordo con lui: se resta a piedi, se il Pd va al suo posto, lui e la Lega sono finiti.

Per questo da settimane gli consiglio di procurarsi una dacia sul Mar Nero. Ma forse è tardi anche per questo.

Magari Putin, che non ama i perdenti, ormai per lui ha solo un posto in miniera, siberiana. Solo che là fa freddo e si lavora davvero. E non offrono mojito. E nemmeno Nutella.

Qui da noi era meglio. Era.