Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Primo Piano

Per qualche pillola in più

Salvini ormai è dissociato da se stesso e dalla realtà. Abrogare subito le sue due leggi sicurezza: chi spara al prossimo deve andare in galera, i naufraghi vanno salvati.

di Giuseppe Turani |

Con molta retorica si potrebbe dire che stiamo assistendo in diretta alla caduta di un eroe, e cioè Salvini. Invece ciò che stiamo vedendo è solo il tramonto di un povero guitto. Voleva farsi padrone dell’Italia, invece ormai riesce solo a mettere insieme discorsi sgangherati e senza senso. L’ultimo fatto in Parlamento per spiegare perché aveva sfiduciato il governo di cui faceva parte, salvo pentirsi il giorno dopo, se affidato a un discreto psichiatra porterebbe a conclusioni allarmanti: in tutta evidenza siamo in presenza di una mente ormai dissociata da se stessa e dalla realtà.

Più che insistere a dibattere di politica, qui sarebbe il caso di chiamare davvero medici e infermieri. Dice che questa crisi è stata organizzata dalla Merkel e da Macron, quando è lui che l’ha aperta (e si è dimenticato nel suo delirio di citare Soros e Bilderberg). Non vale discutere: è l’ora della medicina e delle pillole.

Per il resto, se questo governo giallorosso nascerà, sarà inevitabilmente un piccolo governo, una cosa molto modesta, malaticcia, subito sofferente e in pericolo di vita. E anche decisamente repellente, un brutto rospo, forse persino maleodorante.

Ma con qualche vantaggio:

1- Intanto potrebbe cacciare Salvini fuori dal ministero dell’Interno, riportando il paese in area decente, costituzionale, accettabile.

2- Se poi venissero anche abrogati i due decreti sicurezza del medesimo Salvini, si potrebbe dire che è valsa la pena di contaminarsi con i 5 stella.

Salvini è stato una sciagura per questo paese. Lui può strillare quanto vuole e fare una diretta Facebook ogni dieci minuti, ma rimane il fatto che da quando c’è la speranza che se ne vada lo spread è sceso del 23 per cento. Se se ne andrà davvero, forse lo stesso spread andrà sotto quota 100 e magari anche sotto 50. E qui il dibattito è chiuso. Lui dirà che sono i poteri forti che brindano alla sua disfatta. Certo che sono i poteri forti: sono quelli che finora ci hanno prestato 2300 miliardi di euro. Sono i nostri creditori che brindano, mica quattro plutocrati seduti al bar come lui cerca di far credere.

Detto questo si possono aggiungere solo due cose. I 5 stelle, che sono di fatto già morti, hanno riscoperto un’arroganza di pura marca grillina. Il che non depone bene: anche da quella parte si son persi qualche rotella.

Il Pd attuale si conferma povera cosa. Per fare il governo i 5 stelle hanno presentato 10 punti di pura demenza. Il Pd in compenso ha presentato cinque punti di pura aria fritta, e anche un po’ inquinata si populismo.

Ma questo è tutto ciò che oggi passa il convento. Siamo di magro, quaresima.