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Via Salvini, cambia tutto

Quello che sta nascendo non sarà un super-governo, ma nemmeno una scartina.  Per l'Interno si parla addirittura di Fiano, un democratico Pd a mille carati.

di Giuseppe Turani |

La politica italiana ha messo il turbo e si muove a una velocità quasi da paura. Fino a dieci giorni fa nessuno avrebbe immaginato un Salvini fuori dal governo e probabilmente fuori dalla politica fra non molto (ci penseranno i leghisti stessi). Ma nemmeno un folle avrebbe potuto pensare che per i possibili suoi successori circola anche il nome di Emanuele Fiano (Lele per gli amici), milanese, architetto, esponente Pd, figlio di una vittima di Auschwitz, ebreo con lunghi soggiorni in Israele, un democratico a mille carati.

Questo non significa che avremo un super-governo. I 5 stelle restano la povera cosa che sono, e cioè un’accozzaglia di balordi, ma qualche rospetto lo devono pure ingoiare se non vogliono andare a elezioni e sparire. Per gli esteri, ad esempio, si parla di una possibilità per l’ottimo Paolo Gentiloni.

Ma non si tratta solo di questo. Vanno segnalati altri due elementi.

1- Giuseppe Conte si è reso conto che il vento soffia dalla sua parte, che i 5 stelle sono una specie di scatola vuota fatta di gente presa dalla strada, e quindi vuole giocarsi un ruolo, autonomo e importante (“Voglio essere il nuovo Prodi”, dice agli amici). Finalmente libero da quel disgraziato di Salvini.

2- La commissione europea, in corso di nomina, rischia di diventare una cosa molto importate e con la quale sarà difficile non fare i conti, giorno per giorno. Questa commissione, che Salvini voleva sottoporre a una politica sovranista e ai suoi comandi, sta assumendo invece contorni molto interessanti. Intanto, c’è la presidente, Ursula, vicinissima alla Merkel e politica di grande esperienza e chiarezza di idee. Adesso si apprende che la Francia di Macron designerà Sylvie Goulard, una persona poco nota qui in Italia, ma con un curriculum straordinario. Artefice della vittoria elettorale dello stesso Macron (che l’aveva nominata ministro della Difesa), ha una lunga esperienza di Europa: è stata consigliere di Romano Prodi durante la sua presidenza a Bruxelles, vicegovernatore della banca centrale francese, è un politico-tecnico, oltre alla sua lingua parla correntemente italiano e tedesco. La politica europea, insomma, sta assumendo contorni “alti”. E l’Italia, saggiamente, sta pensando di nominare come commissario uno dei bravissimi funzionari che abbiamo a Bruxelles. Insomma, con questa commissione bisognerà fare i conti e rigare diritti.

Fra le cose un po’ miserevoli della politica italiana c’è il povero Di Maio alla ricerca di una collocazione dignitosa. Gliela troveranno, ma sarà un po’ di seconda fila.

Insomma, alla fine qualcosa si sta muovendo. Non c’è da aprire lo champagne, a una birretta ci sta tutta.