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Il magnifico caratteraccio di Renzi

Il senatore di Rignano è  politica pura. Il Pd non deve perderlo.

di Giuseppe Turani |

Renzi se ne va? Non se ne va? A differenza di altri non lo so. Quando lo si nomina, però, mi vengono in mente due momenti. La cena di gala che riuscì a farsi offrire dal presidente degli Stati Uniti (Obama, in quel momento) e in cui si portò al seguito tutta l’Italia migliore: da uno smagliante Giorgio Armani a una frizzante e incredibile Bebe Vio, da Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa a moltissimi altri, fra cui: Paola Antonelli, curatrice del dipartimenti design del Moma di New York, Fabiola Gianotti, direttrice de Cern diGinevra.

Prima di Renzi a nessuno era riuscita una cosa del genere: la Casa Bianca come passerella per la Bella Italia.

E poi mi viene in mente l’oggi. La situazione politica che stiamo vivendo, e alla quale un po’ tutti si stanno abituando, è figlia di una semplice intervista di Renzi.

Mettete insieme i due momenti e avrete capito che cosa è “fare politica”: intuizione, rapidità di esecuzione, capacità di tessere rapporti. Renzi è tutto questo. Non esagero se dico che Renzi è politica allo stato puro.

Certo, sbaglia anche lui, spesso è irritante, ama sentirsi parlare (e quindi parla anche troppo), ma è difficile che dica, o che faccia, una cazzata.

Esagero ancora: oggi Renzi è il vero valore aggiunto del Pd. Toglietelo e il Pd diventa una somma di funzionari-burocrati più un certo numero di iscritti e votanti. Ma senza un’anima, mi verrebbe da dire.

Ha fatto, nella sua velocissima carriera, un solo errore, gravissimo, e lo sta pagando ancora oggi, e forse non finirà mai. Il referendum. Aveva presentato un progetto che ci avrebbe portato in avanti di venti anni, e che avrebbe fatto di questo paese un luogo finalmente civile e moderno. Ma è stato battuto. Avrebbe dovuto allearsi anche con il diavolo, distribuire poltrone e finanziamenti, ma vincere. Lincoln per far passare in America le leggi antisegregazioniste corruppe mezzo parlamento, distribuendo anche licenze per tabaccherie: ma oggi è considerato un padre della patria e tutti possono ammirare la sua colossale statua al Lincoln memorial.

Forse perché in gioventù Renzi è stato un boy-scout (o perché i maneggi proprio non gli piacciono), è stato più timido. E noi tutti abbiamo perso l’occasione della vita: un balzo in avanti di vent’anni.

In conclusione: non so che cosa farà Renzi, ma, se fossi il Pd, lo coprirei di cariche, incenso e mirra, poltrone e denaro, perché rimanga.

È un toscano, e quindi per definizione, anche un po’ cattivo, ma da semplice senatore vi ha dimostrato che conta più lui di tutti voi. Fate l’impossibile per non farvelo scappare, e che il cielo ve la mandi buona. Ha un carattere che è proprio un caratteraccio. Come ormai non se ne trovano quasi più. E’ prezioso.