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Il Sud è morto

Nel Mezzogiorno la recessione è già arrivata, e la gente scappa.

di G.T. |

Il Sud italiano è morto? Senza più alcuna speranza? A leggere l’ultimo rapporto Svimez viene qualche sospetto in questa direzione. Gli emigrati dal Mezzogiorno superano gli immigrati. E a scappare sono soprattutto giovani e laureati. Rimangono vecchi, donne, bambini.

Il Mezzogiorno, cioè, si va impoverendo dal punto di vista del capitale umano, delle persone. Ogni nuovo governo, ovviamente, assume l’impegno di rilanciare il Sud, ma nei fatti non accade mai. In realtà, per un vero rilancio del Sud servirebbero somme e progetti che oggi non esistono. E così si fa del piccolo cabotaggio: un’esenzione qui, un aiutino là, una predica tutti i giorni.

Il Sud potrebbe essere il grande luogo di vacanze di tutta l’Europa, ma non ci sono le attrezzature, non si saprebbe dove mettere la gente. Poi, forse, manca anche un po’ la cultura dell’ospitalità. Ma queste sono solo opinioni.

I fatti sono che ogni anno il Mezzogiorno fa un passo indietro.

In Italia si teme l’arrivo della recessione. Al Sud è già arrivata. Infatti, se il Nord chiuderà il 2019 con una crescita modesta, ma reale, dello 0,3 per cento. Il Sud andrà invece indietro dello 0,3 per cento.

Forse sarebbe ora di accettare buna vecchia proposta. Rinunciare cioè a far decollare il Sud nel suo insieme (non abbiano i mezzi) e puntare tutto su un paio di province: i soldi, i migliori funzionari, i migliori magistrati, i migliori poliziotti. Sperando che poi si inneschi una sorta di contagio benefico.

Inseguendo il sogno di far decollare tutto il Mezzogiorno finora si è fallito.

Cambiare strada.