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Indimenticabile Di Maio

Con quattro amici festeggia il taglio dei parlamentari. Intanto la recessione e la guerra avanzano.

di Giuseppe Turani |

Le immagini di Di Maio che con un gruppetto di amici festeggia davanti a Montecitorio il taglio di un certo numero di parlamentari sono di quelle che non si dimenticano. In  questo caso per la loro povertà e inattualità. Il paese è a due passi dalla recessione, a poche ore di volo sta per scoppiare una guerra-carneficina di grandi proporzioni (curdi) e il nostro ministro degli esteri, invece di stare attaccato al telefono con i leader di mezzo mondo per evitare il peggio, scende in strada a festeggiare il taglio di un po’ di parlamentari. Come se questo avesse un qualsiasi effetto sui destini del paese. Non ne ha, zero.

Anzi, già vedo che cosa accadrà fra qualche mese. Il conflitto turco-curdi provocherà una forte emigrazione da quelle zone, destinazione Italia, con inevitabili lamentele. Ma, come ha detto qualcuno, non sono stati i poteri forti a piazzare l’Italia nel centro del Mediterraneo, è stata la natura.

D’altra parte, sperare in comportamenti legati alle cose vere, importanti forse è davvero vano. Al Senato, ad esempio si sta organizzando un convegno (5 stelle) sull’omeopatia. Cioè sul nulla. Che nel 21° secolo ci sia ancora gente che passa il tempo a discutere di quanto può fare bene o male un bicchiere di acqua fresca (e, per di più, in un’aula del Senato) lascia sconcertati.

Ma, se si vuole andare sulle cose serie, va notato che la Germania, che è stata virtuosa negli anni passati, ha già stanziato 50 miliardi per far fronte alla cattiva congiuntura in arrivo. Noi, zero. Abbiamo messo in bilancio dei soldi per un po’ di economia green, ma quei soldi ci saranno solo se la Ue ci consentirà di fare altri debiti.

La cosa buffa di questo governo, è che i 5 stelle vanno avanti come se non fossero loro a governare e quindi proseguono con le loro ossessioni (più carcere per tutti, meno parlamentari, ecc.) mentre il Pd, alleato di governo, non si sa bene che cosa stia facendo. Aveva una storia lunga più di un secolo, ma pare essersene dimenticato. Sempre più attiralo dalle sirene populiste.

Al punto da non accorgersi (e qui si torna al Di Maio che festeggia) che quello che hanno in testa i 5 stelle è un mondo nel quale il parlamento non esiste più, ma esistono i cittadini che da casa, mentre cuociono gli spaghetti, via computer dicono se vogliono aumentare le tasse o diminuirle, più poliziotti o più maestri. È un programma partorito da un comico in disuso e da una famiglia (i Casaleggio) con qualche problema di razionalità.

Viene qui in mente, è inevitabile, la risposta di Benjamin Franklin all’uscita dalla convenzione di Philadelfia alla signora che gli chiede quale Stato abbiano fatto: “Una repubblica, signora, se saprete tenervela”.

Ecco, la repubblica attuale è piena di difetti, ma è sempre meglio di un’umanità che mentre sta sul cesso di casa detta via computer che fare ai politici seduti in Parlamento.

(Da Tiscali.it del 10 ottobre 2019)