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Milano, città miracolo

Talenti, tecnologia, tolleranza: questo è il segreto della metropoli dei Navigli.

di G.T. |

Milano cresce il doppio dell’Italia. Milano, una delle capitali mondiali dell’economia. Che cosa c’è dietro questo miracolo?

È molto semplice. Per rispondere basta rifarsi alle ricerche fatte anni fa a Pittsburgh da Richard Florida e da Irene Tinagli: le tre T, talento, tecnologia, tolleranza.

Oggi Milano è una città che non ha paura dei talenti, di qualunque natura siano. Città “meccanica”, ha accompagnato la nascita della moda e del made in Italy, e del design. Anzi, oggi è la capitale di queste specialità.

Il suo Politecnico, una fabbrica di talenti e di intelligenze, è considerato uno dei migliori del mondo. Uno dei primi nel quale si è tentato di fare lezioni solo in inglese. Ma tutto il sistema scolastico ambrosiano è a alti livelli, a partire dai licei e dalle scuole tecniche.

Infine, la tolleranza. Milano è la città che ha reso omaggio ai deportati, trasformando il famigerato binario 21 della Stazione Centrale in un monumento alla tolleranza. Milano è una città dove Liliana Segre può circolare liberamente, non servirebbero nemmeno carabinieri che oggi la proteggono, lei sa che qui è amata e stimata.

Milano è una città accogliente. Anni fa c’era stato un arrivo improvviso di profughi siriani in stazione Centrale. Nel giro di pochi minuti il comune ha organizzato presidio medico e di ristoro. E un’organizzazione di amici informatici ha sistemato al volo collegamenti wi-fi perché i siriani potessero collegarsi con i loro parenti sparsi in Europa.

I fascisti qui contano poco. Anni fa, ad esempio, avevano un loro covo in un bar vicino a San Babila e menavano chiunque non fosse di destra. I ragazzi del Katanga (servizio d’ordine della statale) hanno impiegato cinque minuti a ripulire la piazza. In un’altra occasione gli stessi gruppi di destra hanno aggredito un pacifico (e sonnolento) corteo di giornalisti democratici. Sette giorni dopo si è rifatto il corteo, con la protezione dei ragazzi del Katanga. I fascisti non si sono più presentati e da allora sono come scomparsi.

Oggi i tempi sono cambiati. Ma la città è sempre una comunità tollerante e laboriosa. Buone scuole, apertura al nuovo e grandissima tolleranza. Un amore per i rapporti civili e educati.

Milano non è un miracolo: è una città, una città per bene.