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La politica da baraccone

Invece di De Gasperi e La Malfa abbiamo Buffagni e Di Maio, più Salvini con il rosario. (De Gasperi, il primo viaggio in America dopo la guerra)

di Giuseppe Turani |

Anni fa ho avuto una polemica con il politologo americano Joseph La Palombara. Lui sosteneva che l’Italia aveva avuto, nell’immediato dopoguerra, una classe politica eccezionale. Io sostenevo il contrario (democristiani, ladri, corrotti, ecc.). Ma aveva ragione lui, e ci mise poco a dimostrarlo: eravate un paese semi-analfabeta, contadino, distrutto dalla guerra, perdenti, ma in pochi anni siete diventati la sesta potenzia industriale del mondo, senza una grande classe politica questo gioco non riesce.

Piero Bassetti, uomo meraviglioso che è uscito spontaneamente dal Parlamento dove era stato eletto, qualche anno dopo mi ha spiegato il mistero: non eravamo così bravi, in verità, ci siamo limitati a lasciare le briglie lunghe al paese, abbiamo lasciato cioè che gli italiani facessero quello che volevano, e loro hanno fatto il miracolo economico, son venuti in milioni dal Sud al Nord a far funzionare le nuove fabbriche, su un letto dormivano a turno in tre.

Oggi siamo nella situazione esattamente contraria. Invece dei De Gasperi, che si fa prestare il cappotto da Adone Zoli per andare alla conferenza della pace di Parigi, o di un genio dell’economia come Ugo La Malfa, oggi abbiamo i Di Maio e i Buffagni, gente trovata letteralmente sulla strada, specializzati in niente. Ma che vogliono mettere becco su tutto, persino su quanti chili di acciaio deve fare Taranto o quanti scali l’Alitalia. Oppure che agita sulle piazze rosari e santini per raccattare due voti in più, come Salvini. Gente da baraccone da fiera di paese piuttosto che da classe dirigente.

Un giorno bisognerà spiegare perché la politica è caduta così in basso, ma qualcosa si può già anticipare. La politica è diventata un mestiere facile, ma anche scomodo (guardate Renzi…), ci si mette un minuto a finire nei guai. A meno di stare sempre disciplinatamente nel gruppo, come tante brave pecorelle. A eccezione dei leghisti, la parte colta della nazione, bravissimi a fare a botte anche in Parlamento: se non ci fossero i commessi (il cielo li riguardi…) entrerebbero a Montecitorio con mazze e fionde.

Purtroppo, le decisioni importanti sono prese dalla politica, e se abbiamo Patuanelli invece di Ugo La Malfa non possiamo aspettarci niente di meglio di quello che poi abbiamo: confusione, robe senza senso, arretramenti, pasticci immondi.

Qualche sociologo sostiene che stiamo troppo bene e allora ci stiamo concedendo una vacanza, mandando in Parlamento gente con la quale non andremmo nemmeno a prendere un caffè al bar.

Forse è così.

Ma è già ora di pentirsi. E di cercare i De Gasperi e i La Malfa di domani.

Li abbiamo, e anche tanti. Molti li abbiamo prestati all’estero.