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Il somaro padano

Nei sondaggi Salvini non cresce più, bloccato al 30 per cento. Pronto a calare.

di Giuseppe Turani |

Esiste non solo l’amore, ma anche la stupidità senza confini. Quella di Salvini è appunto di questo tipo. Adesso va in giro a fare la guerra al Mes, il fondo salva stati, alla cui elaborazione ha partecipato e di cui è probabile non abbia mai capito nulla, tanto allora quanto oggi.

In realtà, ha due problemi che cerca di ignorare:

1- Il primo è rappresentato dal fatto che la sua vertiginosa ascesa nei sondaggi sembra essersi fermata. Gira intorno al 30 per cento, un po’ su e un po’ giù, ma li sta. Non si muove più. E con il 30 per cento non va a Palazzo Chigi, se non dopo aver trattato con Berlusconi e la Meloni, se basterà.

2- La sua strafottenza, il suo bauscismo, gli hanno scatenato contro le sardine: in qualunque città vada, o sia annunciato che andrà, migliaia di persone vanno in piazza pronte a fischiargli nelle orecchie il loro dissenso. Non era mai capitato a nessun leader.

Adesso, dicono gli esperti, sta provando a cambiare registro. Basta felpe da giovanottino, ma eleganti maglioncini di cachemire, un po’ da statista. Non credo che basti.

Dovrebbe cambiare anche atteggiamento e linguaggio, e quella è roba difficile.

In realtà, è un altro (come Di Maio) arrivato a fine corsa. E se non sta più che attento torna al 10 per cento, e chiude con i sogni di gloria. I pieni poteri glieli danno sulla schiena. Non governerà 40 anni come ha fatto la DC, forse nemmeno 40 giorni.

Ma è bene così. Salvini non ha alcuna idea di quello che serve al paese. L’unica cosa che ha fatto passare è quota 100, universalmente riconosciuta come una bestialità elettorale. Idee di sviluppo e di crescita zero. Una sorta di somaro padano.