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Recessione da ignoranza

Torna il  grillismo delle origini.

di Giuseppe Turani |

La base grillina è in agitazione, quasi furibonda. Fatte le elezioni, si immaginavano teste che volavano, pezzi di kasta fatti appunto a pezzi, ex deputati a imbiancar case. Invece vedono i loro rappresentanti girare in limousine portieri che aprono porte, segretarie che corrono con fogli in mano. Bersani e Franceschini sono sempre in tv che teorizzano.

Qualcosa è andato storto. E loro, esattamente come le tricoteuse ai piedi della ghigliottina, vogliono vedere le teste della kasta che rotolano nel gran cesto della rivoluzione. Invece vedono signori vestiti in grisaglie orrende, con assistenti genuflessi e segretarie adoranti.

Il vertice, Di Maio & C., si è accorto di questo e sta correndo ai ripari, rispolverando il grillismo delle origini. Quel grillismo era povera cosa, ma altro non c’è. E allora, guerra ai vitalizi, una pagina indecente: chissà perché chi ha fatto il battilastra alle Ferriere deve avere la pensione e il deputato no. In realtà, i vitalizi, e con grande rumore, erano già stati aboliti, ma sembra che la legge fosse sbagliata e stanno tornando. Orrore, si faccia subito un’altra legge (magari non sbagliata come la prima).

Inoltre, già che siamo sul tema: sia ridotto il numero dei parlamentari e sia loro ridotto lo stipendio, ma con cautela.

Tutto questo, ovviamente, non ha nulla a che fare con lo stato del paese, che sta scivolando in recessione, serve solo a strappare qualche applauso alle tricoteuse grilline assiepate davanti al palco.

Qualcuno ha scritto: nel dopoguerra eravamo un paese di analfabeti, ma mandammo al governo quelli che avevano studiato, e abbiamo avuto il miracolo economico. Adesso siamo tutti istruiti, ma abbiamo mandato al governo gli ignoranti e siamo in recessione.