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Salvini a casa

Ha commesso troppi reati. Via dalla politica.

di Giuseppe Turani |

Lui può strepitare quanto vuole e il suo avvocato, la Bongiorno, può inventarsi tutto quello che vuole, ma la carriera politica di Matteo Salvini può considerarsi già oggi finita. La sua scusa, ho fermato la nave Gregoretti per difendere i confini della patria, non sta in piedi. Anzi, è assolutamente ridicola. La Gregoretti era, e è, una nave militare italiana, sotto il controllo di militari italiani, che cercava di attraccare in un porto italiano.

Trasportava, è vero, un centinaio di immigrati, ma disarmati, stremati dalla fatica e dalle condizioni del mare. Non era in atto alcuna invasione (come non c’era stata nel caso di Carola Rachete).

Ma in tutta la vicenda immigrati Salvini é andato oltre la legge. Anche la retorica dei porti chiusi non aveva alcun senso: se qualcuno è in pericolo, va portato a terra, Poi, lì, si faranno i  controlli. “Chiudere i porti”  (mai chiusi in realtà) è solo un atto di arroganza e di prepotenza. Cose tanto più gravi in quanto compiute da un ministro in carica.

I magistrati decideranno come sembrerà loro opportuno, ma Salvini ha commesso i reati che oggi gli vengono attribuiti.

Ma uno che si è macchiato di reati così gravi, sequestro di persona, non può stare in politica.

Diciamo la verità: su questa storia (io sono quello che blocca l’immigrazione) Salvini ha costruito la sua intera carriera politica, ma il tutto violando ripetutamente la legge.

È ora che se ne vada e che si cerchi un lavoro.