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L'idiota

Grillo: i medici e le cure non si trovano su Internet, ma dai bravi medici e negli ospedali attrezzati. (Nella foto: medici del Monzino di Milano).

di Giuseppe Turani |

Sarebbe facile dare dell’idiota a Beppe Grillo. Sarebbe facile, ma va fatto, comunque. Adesso strilla che vuole un buon vaccino contro il coronavirus. Bene, vada a cercarlo da quegli stessi cretini che su Internet (insieme a lui) hanno alimentato per dieci anni una campagna forsennata contro i vaccini, magari hanno delle scorte segrete.

Naturalmente, nulla mi può interessare di meno della sorte personale di Grillo (che però vedrei bene confinato in eterno a casa sua, in cantina, con una buona bottiglia di Barolo doc). Ma va segnalata la sua opera di costante diffusione di scemenze, un caso forse unico al mondo. Uno vale uno (lo vada a dire ai ricoverati e ai medici e infermieri dl Sacco), l’”università della vita”, ecc.

Non esiste alcuna università della vita: un buon medico non si fa su Internet, ma con anni e anni di studi in università di livello, e poi con qualche decina di anni di pratica. Grillo non può saperlo perché non sa niente di niente, ma fino a qualche anno fa 300 medici americani, in media, venivano in Italia al policlinico San Donato a studiare le nostre tecniche cardiochirurgiche.

Piccolo aneddoto personale. Qualche anno fa, un 31 dicembre, finisco per una faccenda piuttosto seria al Monzino di Milano. In taxi, mentre corriamo verso l’ospedale, penso tristemente: è l’ultimo dell’anno, ci saranno forse gli inservienti e basta. E infatti all’arrivo trovo un giovane medico con una testa di capelli come Angela Davis. E un po’ tremo.

Invece. 20 secondi di visita. Poi: ho fatto aprire la sala tac, adesso lei fa una bella tac, poi arriva il chirurgo. Arriva, guarda gli esami e dice: subito in sala operatoria. Perplessità, chissà chi è questo signore. Poi scoprirò che aveva lavorato in America e in Francia, e che dopo il mio intervento è partito con una delegazione di medici italiani per dare una mano in Siria.

Due giorni dopo tornavo a casa mia.

Ecco, la sanità italiana è anche questa cosa. Gente capace, che gira continuamente il mondo, per imparare e per aiutare chi non ne ha i mezzi.

Molti si chiedono, oggi, come saremo quando questa bufera sarà passata. Spero solo in una cosa: e cioè che ci saremo liberati della sub-cultura grillina, questo impasto (solo nostro) di pressapochismo e di stupidità.

E spero anche che la si pianti di sperperare soldi in cose demenziali (reddito di cittadinanza e quota 100) per investire massicciamente sulla sanità, in modo da essere anche un po’ sovradimensionati: un accidente, un’epidemia, un’emergenza possono sempre capitare.

Milano sta pensando di trasformare i capannoni della Fiera in ospedale di emergenza. Maria Elena Boschi suggerisce di usare anche le navi da crociera. Tutto bene, ma se a suo tempo avessimo investito su qualche ospedale in più oggi non saremmo qui a parlare di queste idee bizzarre.

Ripeto e concludo: non esiste alcuna università della vita, ma solo facoltà di medicina di comprovato valore, e i medici non si trovano su Internet, ma all’uscita delle università e negli ospedali, a volte dopo turni massacranti.

Diciamo grazie a loro, e lasciamo Grillo in cantina con la sua bottiglia di Barolo Doc.