Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Italia, un grande paese in mano ai cialtroni

Siamo pieni di eccellenze internazionali, ma ci facciamo governare da degli idioti.

di Giuseppe Turani |

Spero, ma ovviamente non ci conto, che una mattina Beppe Grillo si svegli e si renda conto di aver quasi ammazzato un paese per il solo gusto di provarci.
Se guardiamo la scena politica e sociale con occhi freddi, notiamo una contraddizione evidente. Oggi l’Italia potrebbe esibire uno dei governi migliori d’Europa. Il personale c’è: Mario Draghi, Gentiloni, Padoan, il prefetto Lamorgese, e via di questo passo. E altri ne abbiamo di riserva. Siamo bravi. Non a caso chi dirige il Cern è un’italiana. Al Fermilab di Chicago (dice qualcosa questo nome?) una giovane siciliana, Anna Grassellino, dirige un team di ricerca di oltre trenta persone, e è stata premiata più volte per il suo lavoro dal presidente Obama in persona.
Invece, grazie a delle cretinate grillesche, uno vale uno, abbiamo un governo di semi-idioti, accertabili con appositi test. Gente quasi impresentabile, guidati da un poveretto arrivato lì quasi per caso, e che è ancora il meno peggio.
Tutti, ma proprio tutti, sanno che è in arrivo una crisi economica spaventosa, ma questo governo di gente raccattata dalla strada (secondo le indicazioni grillesche) l’unica cosa a cui pensa è la riduzione dell’Iva, immediatamente salutata da grida di orrore, robaccia inutile e che non serve a niente. E arriva persino il bonus per le ragazze che vogliono fare le manager: nemmeno nelle commedie umoristiche.
Sul piano internazionale le nostre ragazze (dalla Grassellino alla Fabiola Gianotti, direttrice Cern di Ginevra) sono selezionate per posti di altissimo prestigio, qui si pensa di dare un extra stipendio a delle povere raccomandate, purché facciano finta di fare le manager.
Questo è il populismo, questo è il grillismo, uno vale uno un par de ball. 
La Lamorgese, un prefetto, mica un’astronauta, è probabilmente il miglior ministro dell’Interno degli ultimi trent’anni: non appena a Mondragone sono scoppiati disordini, ha impiegato trenta secondi a mandare giù l’esercito. Non ha mai fatto un selfie e va a mangiare a casa sua, come tutti noi, non sulle piazze sbrodolandosi la felpa. C’è efficienza, ma c’è anche stile.
Forse siamo il più buffo paese del mondo, abbiamo insegnato la civiltà a tutti, esportato il diritto (con le legioni romane che andavano a piedi fino in Scozia) e il cristianesimo. Ma sembra che non abbiamo tenuto niente per noi. La scena è interamente occupata da gente ridicola che fa finta di fare il ministro, ma che non ha nemmeno imparato a vestirsi decentemente. Non dico Aldo Moro, che andava in spiaggia vestito perfettamente e che al nipotino spiegava: io rappresento gli italiani, mica posso stare in mutande. Ma nemmeno certi travestimenti da paullese.
Insomma, non siamo un paese di scemi. Siamo bravi e intelligenti, forse fra i migliori.
Ma, chissà perché, abbiamo scelto di farci governare dai peggiori fra di noi. Da quelli con cui non andremmo mai a prendere nemmeno un caffè.