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Il guerriero mancato

Dibba è un poveraccio che sogna una rivoluzione, ma cade dal motorino.

di Giuseppe Turani |

I grillini a rischio di esplosione. Se non vanno contro il Mes con decisione, tale Di Battista, detto Dibba, pronto a far saltare tutto. Dibba è forse il più colorito degli scansafatiche finiti in Parlamento. Che non sappia niente è accertato. È una sorta di tardo-dannunziano che vorrebbe tanto una rivoluzione o un’emozione. Purtroppo, per lui, non ha la fantasia e nemmeno la cultura. Si dubita fortemente che sappia che cosa è il Mes, contro il quale si batte con tanta decisione. Ma questo per Dibba non importa: una volta si diceva che conta il viaggio, non la destinazione. Per lui conta il casino, Il resto appartiene a altri.
Non è nemmeno un pazzo. È proprio fatto così, capace di scambiare una piazza con un’altra, e un cespuglio con la Sierra Maestra. Vive come in un sogno. La rivoluzione, comunque, è dopodomani.

L’Italia è un paese speciale. Intanto perché ha dato il 60 per cento dei suoi voti a due formazioni politiche (5 stelle e Lega) inesistenti nel mondo civilizzato, con dei personaggi al governo che sembrano estratti da uno spettacolo di cabaret. Ma non basta. Ci sono anche dei tenori, dei tipi cioè che si staccano nettamente.
Uno di questi è certamente Alessandro Di Battista, detto dai suoi fan Dibba.
Di buona stirpe fascista, e fascista lui stesso, si atteggia però alla Che Guevara. E infatti gira di preferenza per il Sud America. Nessuno ha ancora capito che cosa vada a fare da quelle parti. Probabilmente niente, cerca solo di tenere vivo il mito: Dibba come rivoluzione. Poiché per definizione non sa niente, ignora che Che Guevara lo avrebbe spedito in Europa a calci nel sedere o lo avrebbe rotolato giù dalla Sierra maestra con due sberle. Si immagina sui monti con mitra al collo e pistola al fianco e basco in testa. Non è mai successo, ovviamente. È stato visto nei bar e in qualche albergo di medio-lusso, ma niente di più. Nessuna boscaglia e nessuna marcia notturna.
Ma lui insiste. Di notevole finora non ha fatto nulla, proprio nulla. Si ricorda solo che una volta è entrato in una piazza piena di gente e subito si è messo a comiziare contro il capitalismo, il Pd e suo zio. Solo dieci minuti dopo si è accorto che quelli erano postelegrafonici che discutevano di loro rivendicazioni specifiche.
La seconda cosa per cui è ricordato è che una volta, mentre girava per Roma in motorino (mica un cavallo bianco) è finito in una buca e si è fatto un po’ male.
C’è però una terza cosa. Ufficialmente gira il Sud America come inviato per ”Il fatto quotidiano”, che credo gli passi un po’ di soldi in cambio di corrispondenze che nessuno legge, e che comunque non sono di alcun interesse.
Di notevole rilievo la sua idea di portare i migranti che sbarcano in Italia a Marsiglia per creare un incidente diplomatico con la Francia.
Insomma, è alla ricerca disperata di un’occasione di gloria, di un conflitto aspro e memorabile, ma finora a parte cadere dal motorino in una buca gli è sempre andata male.