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Il killer di Chicago

Travaglio attacca senza ragione il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il terzo sindaco più popolare d'Italia.

di G.T. |

Scegliere di fare la parte del cattivo, del sistematico fustigatore di costumi, non è semplice. Servono grande cultura e una visione serena del mondo. Tutte qualità che mancano, evidentemente a Marco Travaglio. Decide di pigliarsela con Giorgio Gori, colpevole solo di esistere e di aver avuto a Bergamo, città di cui è sindaco, un attacco fortissimo del virus. Ritenendo di essere spiritoso, lo chiama Giorgio Covid. E qui siamo alla bassezza da postribolo.
Giorgio Gori è una brava persona, con una carriera, prima in tv e poi in politica, trasparente e pulita. Nei giorni dell’emergenza ha fatto, come tutti i sindaci, quello che ha potuto. Perché accanirsi, perché usare soprannomi insultanti, per far ridere? Ma chi? Quattro fan esaltati dello stesso Travaglio?
In questi giorni tutti stiamo sperimentando condizioni di vita difficilissime. E a non tutti la cosa riesce bene. E, comunque, tutti facciamo fatica (Travaglio si legga la l’intervista del sindaco Sala).
L’impresa di far ridere sulle nostre disgrazie è solo un’impresa luciferina e sinistra.
Un’occasione per Travaglio per stare zitto. Non ci ha aiutati e non ci ha illuminati. Ha solo aggredito, a freddo, come un killer di Chicago, una brava persona che come tutti i sindaci si è dovuto confrontare con una realtà complessa e per la quale non c’erano strumenti.
Il silenzio sarebbe stato meglio. Molto meglio