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Le casalinghe al potere

Davide Casaleggio vorrebbe dei grillini che scelgono la vita spartana. Ma viene mandato a quel paese.

di Giuseppe Turani |

È un po’ impressionante vedere Davide Casaleggio che si aggira per Roma, deciso e sicuro, in un tour delle sette chiese politiche, compreso il presidente del Consiglio. Non ha incarichi politici e, in fondo, non è nessuno. È solo il figlio, l’Erede, di Gianroberto, che aveva inventato i Cinque stelle insieme a altre sciagure (“uno vale uno”, con il che ti ritrovi la Lezzi ministro).

Sembra chiaro, però, lo scopo di questo girovagare, trattorie del Testaccio comprese. Chiede al Movimento di tornare alle sue impostazioni originali: lotta senza quartiere alla casta, vita spartana, nessuna alleanza (per non sporcare gli ideali sublimi).

Purtroppo (per lui) è arrivato tardi. I grillini sono al governo, e ci stanno benissimo. Aerei di Stato, segretarie, assistenti, potere di dire tutte le minchiate che gli pare, viaggi all’estero.

Invece della vita sobria, e della povertà predicate da Gianroberto, qui c’è vita, grande gaudio. Interviste due volte al giorno, anche in tv (così la mamma vede). Probabilmente anche ragazze.

In questo contesto, il povero Davide appare come un viaggiatore proveniente da un’altra epoca. D’altra parte, solo lui pensa di avere titolo per imporre qualcosa ai grillini: nessuno gli deve niente, e tutti pensano solo a come fare per restare dove si trovano, ben coccolati dalla kasta.

Insomma, il povero Davide, ingenuo e sprovveduto, spera in un colpo di reni da gente come Crimi o Buffagni o Lezzi. Non sa che la casalinga al potere, poi non lo molla più.