Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Non ce la possiamo fare

Troppi guai, troppi che remano contro, troppi stupidi.

di Giuseppe Turani |

Non è vero che andrà tutto bene e che ce la posassimo fare. Semmai è vero l’esatto contrario. Da un lato abbiamo i problemi che sappiamo, dall’altro è evidente che qui ha vinto il populismo e nella sua versione più rozza, quasi da caverna. Non appena si presenta un problema, la soluzione è immediata e standard: si nazionalizza. È appena successo con Autostrade (chissà perché a suo tempo le avevano appaltate). Succederà con l’Ilva di Taranto, il maggior centro siderurgico d’Europa.

A meno che quel genio grillino di Barbara Lezzi non riesca a vincere la sua straordinaria battaglia: chiusura del centro e sua sostituzione con un allevamento di cozze.

Se questi sono gli idioti che hanno in mano la politica (nazionalizzare tutto), i giornali non sono da meno. Inutile fare finta di niente. In Italia c’è un certo numero di giornali morenti (20 mila copie al giorno quando va bene, in parte anche regalate) che pur di sopravvivere sparano qualunque scemenza, qualunque volgarità, qualunque frottola. Per fortuna non li legge quasi nessuno. Ma a rimediare ci pensa la televisione, che alla mattina li manda in onda per ore e ore. Viene il sospetto che siano stampati in copia unica per la televisione, per poterle appunto mostrare.

Poi abbiamo i battitori liberi alla Sgarbi, ma non solo lui, che sono peggio dei grillini. La loro idea fissa è distruggere, qualunque cosa e per qualunque ragione.

Infine c’è Travaglio: ha preso tante querele (e pagato tanti risarcimenti) che è difficile capire perché non cambi mestiere. Il giornalismo, in tutta evidenza, non fa per lui. Ormai è rimasto l’ultimo giapponese a difendere gli indifendibili grillini: che cosa abbia visto di straordinario in questa straordinaria accozzaglia di teste di cazzo non lo sa nemmeno il cielo.

Insomma, siamo in guai seri, abbiamo il peggior governo degli ultimi 70 anni e in più siamo afflitti da sgangherati solisti, pronti a diffamare chiunque e a distruggere qualunque reputazione, pur di godere di novanta secondi di popolarità.

Non ce la possiamo fare, mi spiace.