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Salvini al capolinea

Dopo il maxi finanziamento della Ue, è un uomo finito. Può solo andare a casa.

di Giuseppe Turani |

Qui si è sempre sostenuto che Salvini proprio un genio non è. Anzi, ha solo quel tanto che gli basta per vivere e per non sbattere contro i lampioni. Credo che non abbia ancora capito che tre signore (ma pensa che sfiga per un buzzurro come lui) lo hanno segato in due e di fatto hanno posto fine alla sua inutile carriera. Le tre signore sono Ursula van der Leyen, Christine Lagarde e Angela Merkel. Sono loro che hanno spinto la Ue a organizzare un maxi-finanziamento all’economia europea.

La mossa, di fatto, ha svuotato la propaganda di Salvini di ogni contenuto. Infatti per tentare di stare a galla è costretto a dire sciocchezze sempre più grandi, ai limiti del ridicolo.

Tipo che Conte sta distribuendo in giro per l’Italia malati di covid 19 per poterci ricattare e per esercitare i pieri poteri. Nemmeno Dracula avrebbe potuto fare una pensata così.

Ma qui abbiamo a che fare, con Salvini, con un uomo disperato. Altra lamentela ai limiti della stupidità totale: i prestiti della Ue andranno restituiti. Di solito si usa così. Fra l’altro si potrebbe ricordare al giovanotto che noi abbiamo già 2500 di prestiti da restituire. Non lo faremo mai, ma ogni anno la cosa ci costa 60-70 miliardi di interessi. Forse sarebbe ora di pensare a restituire qualcosa.

Per alcune settimane, complici forse i mojito del Papeete, aveva coltivato l’idea di diventare l’uomo più potente d’Italia. Oggi, invece, è solo un personaggio alla deriva, in attesa che i suoi stessi compagni di partito (gli Zaia e i Giorgetti) lo buttino fuori per manifesta ridicolaggine.

L’averlo cacciato via dal governo in agosto è uno dei meriti storici di Renzi. Il ragazzo di Rignano ha anche lui i suoi difetti, ma sul bauscia lombardo ha visto giusto: Salvini non può e non deve stare in alcun governo. Può solo rimanere a casa a guardare la partita in tv, sempre che riesca a capire dove diavolo sta la sua casa. O andare all’osteria a parlare di politica con gli avventori, meglio se dopo due bicchieri, o tre.

Comunque, la sua carriera è al termine. E quindi si può persino sperare nei prossimi mesi di avere a che fare con una Lega più ragionevole, più concreta, più attenta a quello che accade davvero che ai fiaschi per accompagnare maxi-panini da divorare sulle piazze.