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Il disastro è vicino

I "nuovi", grillni e leghisti, stanno affondando il paese. Ma il popolo li vota.

di Giuseppe Turani |

Chiunque avesse detto un decimo delle fandonie di Giggino Di Maio sarebbe già stato cacciato dalla politica dai suoi elettori, con pentole, mattarelli, e trombette varie. E’ entrato in parlamento solo e esclusivamente per aver tuonato come un diavolo contro la kasta e i suoi privilegi.

Oggi che è ministro si muove con quattro auto pubbliche, raccontano le cronache. La prima funziona da esploratrice: controlla che non ci siano buche, elettori delusi e incazzati, casalinghe furibonde. La seconda trasporta il prezioso carico, e cioè lui medesimo. Le altre due: scorta e staff (i  famosi “Pomigliano boys”, compagni di scuola, più robusti agenti).

Va tutto bene. E’ un ministro, purtroppo, e queste sono le regole. Però, se valgono per lui, dovevano valere anche per i ministri precedenti, da Di Maio trattati come borseggiatori, ladri di privilegi, profittatori del denaro pubblico.

Ci ha comunque risparmiato, e di questo gli va dato atto, una presa in giro come quella di Fico, presidente della Camera, che si è fatto fotografare in autobus mentre va al lavoro.

La verità pure e semplicissima, è che questi grilini, fustigatori della kasta, sono diventati essi stessi kasta. Più ignoranti e peggio vestiti di quella precedente.

Tutti i paesi europei hanno qualche problema, oggi. Ma nessuno allinea una simile schiera di ignoranti, incapaci persino di gettare un’occhiata su un atlante o un mappamondo.

Va detto, e ripetuto, che però li ha scelti il popolo. Un popolo che sembra l’ombra appassita di quello che nel 1960 respinse i fascisti da Genova.

La domanda allora è semplice: perché accade questo, perché un popolo con buone tradizioni accetta di farsi rappresentare dalla più ridicola classe politica europea?

La risposta non è difficile. I buoni anni  dal 1980 al 2020 hanno fatto credere a molti che il paradiso fosse sceso in terra e che dietro l’angolo ci fossero impieghi di tre ore al giorno e ventimila euro di stipendio al mese.

Ovviamente, non era così. Da qui la ribellione, la protesta, la scelta di puntare sui “nuovi”. Solo che nemmeno i nuovi potevano fare il miracolo, anche perché per prima cosa hanno pensato a se medesimi, piazzando parenti e amici, e prenotando qualche buon posto per se stessi.

Adesso i “nuovi” giorno dopo giorno manderanno a rotoli quel che prima si era costruito.

E il popolo invocherà un salvatore. Magari Salvini, che è anche peggio dei grillini.

Insomma, non ci sono buone notizie.