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Avete voluto Lezzi e Buffagni?

Siamo finiti all'incrocio fra la crisi peggiore e la politica peggiore. (Foto: Barbara Lezzi)

di Giuseppe Turani |

Chi pensava che il terribile evento Covid sarebbe riuscito a ridare un po’ di compattezza e dignità alla politica italiana si è sbagliato.

L’emergenza virus si è abbattuta sui nostri politici come una bomba al Napalm. E i frammenti stanno vagando sui giornali e sulle tv. Si stanno rivelando complessivamente una massa di semi-idioti. D’altra parte è proprio per questo che gli italiani li hanno votati: cercavano i peggiori fra di noi e li hanno trovati.

Quello che sta venendo a galla, però, comincia a far paura.

Ilaria Capua, una scienziata che perseguitata e bullizzata qui da noi (e che l’America ha subito accolto con tappeto rosso) dice che crisi così vengono una volta ogni cento anni. Da noi è arrivata proprio quando si era deciso di mandare al governo i meno adeguati.

Diciamolo francamente, ma insomma Di Maio, ad esempio, è passato direttamente dal vendere gelati e chinotti sulle scalinate dello stadio San Paolo di Napoli al ministero degli esteri. E altri hanno carriere simili. Mai fatto niente altro. Nemmeno nella più sgangherata repubblica centroafricana o baltica.

Fra l’altro, cosa che mi rende leggermente furibondo, urlando come dementi contro la kasta e i privilegi: adesso è tutto un salire e scendere da auto blu lucidissime, e si muovono solo con codazzi interminabili di assistenti.

E questi sono i 5 stelle. Dove sembra che Di Maio, l’ex venditore di chinotti, si appresti a fare un proprio partito. Chiamo mio zio e ne faccio uno anch’io.

Poi ci sono i ragazzi della Lega (la Meloni la lasciamo perdere per carità di patria). Ai tempi di Bossi i leghisti non erano granché, ma Bossi voleva fare politica, ci ha provato. Continuava a chiedermi: ma che cosa pensano di me Agnelli e Pirelli. Voleva stare dentro il gioco.  Salvini, invece, ha rotto ogni argine, ha dato fiato alla peggiore Italia, si è trasformato nel megafono degli intolleranti e dei razzisti padani, e ha avuto un clamoroso successo.

Quando poi, però, esplode il corona virus, esattamente come Di Maio, non ha niente da dire.

Criticano, entrambi, il governo (che ne ha combinate di tutti i colori), ma da quel che dicono si capisce che non saprebbero far di meglio. Infatti nelle regioni che governano la gestione dell’emergenza è ugualmente disordinata e caotica, improvvisata. In Lombardia, fiore all’occhiello dell’Italia, leghista, non si trova niente: mancano siringhe, mascherine, posti letto, e ci si arrangia allungando mazzette.

E si capisce perché. Contro il corona virus non esistono cure. L’unica è il famoso lockdown, il confinamento, lo stare chiusi in casa. Ma imporre questo alla gente è impopolare. E allora si glissa, sia sta sul confuso, sul detto ne non detto. Intanto la gente muore.

Insomma, chi aveva votato “gli altri” (grillini e leghisti), sperando in un forte rinnovamento della politica, oggi può solo essere deluso. Un solo Gentiloni (oggi all’Unione europea) vale un centinaio di deputati leghisti e grillini.

Questi nuovi che gli italiani hanno voluto scegliere sono peggio, molto peggio, di quelli che c’erano prima. E non cito Renzi per non sollevare cagnare: però parla in italiano, dice cose sensate (di solito), e ha persino qualche buon contatto internazionale (Biden, ad esempio).

Meglio la Lezzi e Buffagni?