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Panettone e champagne per il virus

Politici prudenti e pasticcioni, prima i voti. (Nella foto: Gino Strada)

di Giuseppe Turani |

Sarebbe facile giustificare tutto il disordine di questi giorni con il fatto che il virus Covid è davvero cattivissimo e che nessuno era preparato a questo disgraziato evento. Però la nostra tolleranza va misurata. Ai governanti si chiede anche di saper far fronte agli imprevisti. Se il mondo fosse un tranquillo scorrere di momenti già vissuti e noti, forse non servirebbero nemmeno i governanti.

Qui, invece, siamo al manicomio. In Lombardia. Regione-simbolo, la più europea di tutte, non si trovano oggetti semplici come le mascherine e altri componenti della prevenzione. Non sto a fare l’elenco dei disastri, lo trovate ovunque.

Il disordine nel quale siamo costretti a difendere le nostre vite non è casuale. Anche i più distratti avranno notato una particolarità: qualunque sia la necessità o il problema, non si capisce chi comanda. Il governo, la regione, il sindaco.

Conte, che forse non è l’ingenuo che si credeva, è diventato una specie di maestro in questo. Quando nasce un problema lui parla un’ora in tv senza dire niente, poi subappalta la cosa a quelli che stanno sotto. Se va male, la colpa è del sindaco di Bergamo (o di Treviso), se va bene, lui corre in tv e sfodera grandi sorrisi.

La vanità, poi, ha guidato il governo anche in questa fase difficile. Tutti si sono improvvisati grandi organizzatori. Anche i più pasticcioni (prendi la regione Lombardia, nelle mani di un poveretto come Fontana, ex sindaco di Induno Olona) hanno preteso di esercitare  il loro potere.

Poi capita che la Calabria si dimostri un osso duro. Allora ci si accorge che in Italia abbiamo Gino Strada. Uno strano personaggio che ha aperto e gestito ospedali in mezzo a guerre civili, bombardamenti, conflitti di ogni genere. Una perla rara. Un uomo formato dai disastri e nei disastri. E così si dice: mandiamo lui in Calabria (avrebbero dovuto dargli l’Italia al posto di quelle centinaia di inutili task force). Lui comunque accetta, ma subito si aprono le polemiche. Gli va affiancato qualcuno. Qualcuno che come massima avversità avrà affrontato la foratura di una ruota del suo Suv.

E così via. E nascono le leggende. Tipo, la sanità lombarda fa acqua, non funziona. Stupidaggine colossale. La sanità lombarda ha sempre funzionato benissimo, dispone di medici e infermieri di altissima qualità: non a caso mezza Italia veniva qui a farsi curare.

Con il Covid, però, è evidente che le strutture andavano rafforzate, integrate, arricchite. Invece, si è perso tempo a sfilare in tv per annunciare inutili iniziative (mai fatte comunque): e non si è fatto quasi niente.

Tutto questo ha una spiegazione generale. Purtroppo contro questo coronavirus al momento non abbiamo niente. Se non impedirgli di muoversi, cioè stando a casa e limitando i nostri contati al minimo indispensabile. Poiché il virus non ha gambe, se nessuno lo porta in giro, non fa danni, si spegne e un giorno morirà.

Ma per i politici ordinare i lockdown, il confinamento, è impopolare, costa voti, sono cose che  la gente non ama. E così tutti in giro. E i morti si accatastano.

Lo vediamo in questi giorni, quando la preoccupazione maggiore non è più abbattere il virus, ma consentire agli italiani di fare un Natale tradizionale, con grandi famiglie riunite, brindisi, panettoni e magari anche scambi di visite.

Con i politici che lasciano una porta aperta: ma sì, forse si può fare… Tanto, se poi va male, richiamiamo Gino Strada dalla Calabria…