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L'inutile

Salvini cerca di fare il duro, ma non gli crede nessuno. Sogna un ribaltone in America.

di Giuseppe Turani |

Il personaggio più patetico della politica italiana è Matteo Salvini. Quando era ministro dell’interno sembrava quasi il Duce, era ovunque, dava ordini a destra e a sinistra. Ma si è capito quasi subito che non aveva la stoffa del grande leader. Infatti, si è fatto battere dalla deliziosa capitana Carola della Sea Watch, che ha portato la sua nave in porto, nonostante i divieti espliciti di Salvini.

Vendicativo, è riuscito a farla arrestare e far scrivere sui social, dai suoi amici fedeli, che l’infame tedesca non portava nemmeno il reggiseno. Poche ore dopo, però, la magistratura ha restituito la libertà a Carola, che è tornata in Germania lasciando il nostro ministro a bofonchiare stupidaggini indecenti: miliardaria comunista (che però a diciotto anni pilotava navi al Polo Nord), aggressione a nave da guerra (un motoscafino che si era messo di mezzo), svergognata senza reggiseno (una fissazione freudiana).

 

Più di recente è stato l’ultimo trumpiano al mondo. Solo da poche ore si è tolto il berrettino con la scritta “Trump”, ma sostiene che la partita non è ancora finita: aspetta fiducioso i riconteggi americani. Persino il papa ha riconosciuto Biden come nuovo presidente, ma non Salvini.

 

Tutto questo vagabondare da una questione all’altra, sempre nel tentativo di apparire un duro ha una spiegazione semplice: Salvini è un pappamolle e non sa fare politica (e nessun altro lavoro).

Adesso sta all’opposizione del governo e urla ogni dieci minuti che non gli danno retta. Peccato che non dica nulla. È così sprovveduto da non aver ancora capito che la questione Covid lo ha relegato nell’irrilevanza. La gente ha ben altre preoccupazioni.

Conte non sarà Churchill, ma ha lui in mano il pallino. Salvini è solo un fastidioso rumore di fondo. In più, a voler essere precisi, la sua amata Lombardia è quella messa peggio.

 

Infatti, la Lega, che sotto Bossi aveva una sua perversa dignità, con Salvini è diventata una specie di Legione straniera: tutti quelli che hanno qualche grana pendente corrono a iscriversi alla Lega.

E lui guida questa armata di sfigati, recidivi, gente inutile e dannosa. Urla, ma nel silenzio della folla. Aveva in mano l’Italia, a un certo punto. Adesso ha in mano solo qualche immagine consunta della Madonna, che infatti non se lo fila per niente.