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El pibe de oro

Il controverso grande campione argentino.

di Ernesto Trotta |

Maradona è morto, viva Maradona!
Tutto il mondo piange la scomparsa di uno dei più controversi campioni della storia del calcio e dello sport.
Perché dico “controversi” quando il lutto, il rimpianto paiono essere generali, in un universo per definizione diviso e conflittuale come quello del football? Non è unanime il cordoglio?
Certo che lo è, ma perché? Cosa rende così diffuso il sentimento popolare alla sua morte?
 
Maradona incarnava i buoni e i cattivi, il bello e il brutto, angelo e demone, eros e thanatos, luce e ombra, il lato oscuro della forza, yin e yang; evocava tutte le contraddizioni che albergano nell’io degli esseri umani, attratti dal bene, ma non sempre respinti dal male.
Fin dal tempo dei miti greci gli eroi, guerreschi o sportivi, proiettavano il bello, il forte, il buono, fulgidi esempi di virtù, sublimate nell’impresa sportiva, nel record, nel primato, nella vittoria e nel trionfo. L’atleta vincitore riscattava la mediocrità e la normalità di tutti gli altri umani. Nasceva il mito dell’eroe, che ancora oggi è parte integrante della nostra cultura.
 
Fulgidi esempi … Ma chi potrebbe mai indicare Diego Armando Maradona come esempio ad un figlio?
Basta questa domanda per collocare Maradona in un posto particolare, forse unico, della Storia, piuttosto che nell’Olimpo degli eroi sportivi.
Muhammad Alì per i suoi ideali pacifisti perse il titolo di campione del mondo e scontò il carcere. Uscì, tornò sul ring, vinse ancora e infine, tremante per il Parkinson, accese il braciere olimpico nella notte di Atlanta: il gesto dell’eroe.
Di Maradona restano il gol rubato e quello inarrivabile, nella stessa partita con l’Inghilterra, resta la Coppa del Mondo alzata a Buenos Aires e il labiale “hijos de puta” a Roma, i tiri con la palla che sembrava telecomandata e l’urlo di rabbia dentro alla telecamera, il dribbling fulminante e l’infermiera bionda che lo accompagna fuori dal campo e dalla Nazionale, per sempre.
Yin e yang. Luce e ombra. Eros e thanatos. Specchio delle nostre anime confuse. Specchio, non esempio.
 
Ernesto Trotta
Torino