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Primo Piano

Quegli occhi pieni di dolore

La sofferenza e l'incoscienza

di Anna Maria Grossi |

Oggi sono stata in terapia intensiva Covid per un servizio televisivo. È il mio lavoro, ci sono abituata. Almeno credevo.
Avevo davanti a me, riparata dall’”acquario”( zona protetta) un /a paziente straziato dalla sofferenza. 40 anni. Non riuscivo a distogliere il mio sguardo da quel corpo martoriato dal dolore e dalle macchine che mantengono la vita.
Tutt’intorno i passi agili e sicuri di operatori sanitari. Essere umani in trincea che non possono concedersi soste, incertezze o sbagli. (Ci vuole un anno di addestramento per lavorare in un reparto di T.I.)
Sono uscita sconvolta, con lo stomaco dolorante e l’animo a pezzi.
Tornata a Milano incontro un simpatico gruppo di ragazzetti con spriz e birre in mano. La mascherina colorata in tinta con gli abiti, abbassata naturalmente come un foularino degli anni ‘70. Ve li ricordate?
Fino a pochi gg fa li avrei aggrediti verbalmente.
Stasera sono stanca e senza alcuna speranza nel genere umano. Almeno quello che abita questo pianeta nel 2020.