Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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La mediocrità come destino

Abbiamo gente di qualità  mondiale, ma non la usiamo. (Anna Grassellino, del Fermilab di Chicago)

di Giuseppe Turani |

Mia nipote, che è una  persona attenta, ha già ricevuto, via cash back, 15 euro, ma spera entro fine anno di arrivare a 50. Mi ha offerto un gelato e due cravatte.

Eravamo partiti dicendo che questa era l’occasione per rifare l’Italia, una nuova ripartenza, e invece siamo ancora qui con il vecchio gioco dei denari distribuiti a pioggia. L’idea, francamente demenziale, di questa operazione è che regalando denaro alla gente, il popolo alla fine rimetterà in moto l’economia.

Sarebbe stato più divertente un esperimento di helicopter money, denaro lanciato sulla folla dagli elicotteri governativi, come proposto dal grande economista Milton Friedman anni fa.

Non c’è niente da fare. Una volta liquidato l’esperimento di programmazione tentato da Giorgio Ruffolo (che veniva dall’Eni e sapeva di che cosa si stava parlando), si è fatta strada la vecchia via democristiana di un soldino a tutti.

L’idea di fare investimenti, di mettere in campo qualcosa di nuovo, non sfiora nemmeno la testa di questi governanti. Il paese, cioè, resta quello che è sempre stato, una cosa mal  funzionante, rotta, ma si pensa che possa fare meraviglie. Solo gli sciocchi pensano che un asino possa essere qualcosa di diverso da un asino. Se il paese non cambia, perché dovrebbe funzionare meglio?

Abbiamo disseminato il mondo di persone di altissima qualità, nei centri più qualificati per la ricerca scientifica mondiale spesso sono ragazze italiane che mandano avanti la baracca. Ogni tanto Barack Obama passava da quelle parti (Fermilab) e le premiava.

Qui invece pensiamo di cavarcela con i Salvini e le Meloni, gente che al Fermilab non riuscirebbe nemmeno a entrare per consegnare le pizze.

In sostanza, abbiamo scelto la mediocrità e da mediocri affonderemo.