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Christmas carol

Le stupidaggini anti-renziane di Scanzi (Travaglio, Scanzi)

di Ernesto Trotta |

Divertente ed istruttivo scazzo (ops!), presso la maitresse Lilli Gruber, tra Scanzi Andrea, fedele ed arcigno scudiero del Maestro Travaglio, e Cacciari Massimo, professore di filosofia col pallino della politica (e le due materie sono molto più connesse di quanto possa sembrare a prima vista).
Si lamenta lo Scanzi, sbalordito, disperato, frustrato, abbattuto, quasi in lacrime: “Ma vi rendete conto che questo Governo può cadere il 10 di gennaio perché lo fa cadere Renzi, uno che ha il 2%?” (ovvero: minus quam me...am, per dirlo alla latina).
Interviene il Professore, sbuffando come un treno a vapore, spettinato e scamiciato più del solito: “Ma quale Renzi e Renzi! Questo Governo cade se non ha idee, se non sa affrontare la situazione cha ha davanti!”
E poi dice che la filosofia non serve a niente…!
 
Questo spassoso quadretto televisivo riepiloga molto bene lo stato delle cose: la pancia populista, terrorizzata dal possibile stravolgimento dello splendido e sereno tran-tran conte-casaliniano, e la testa, un po’ futurista e razionalista, probabilmente esasperata dall’attesa di un purché minimo segno di vita da parte della politica nazionale.
Da giorni, frotte di retroscenisti (alcuni vecchi e stabili, altri precari di complemento) sono state mobilitate su tutti i media, per dimostrare come e qualmente trattasi di volgare lotta di poltrone, di fastidiosi temporali tardo autunnali, di bizze di potere, tutto legato alla smania di protagonismo (i più colti usano il termine “egolatria”) del solito insopportabile, oltre che innominabile, Pierino di Rignano.
“Pensate”, si ripete ad libitum, “ci porta alle elezioni, non c’è scampo! Voteremo con le mascherine ed il gel! Insorgi, popolo sovrano, indìgnati di fronte a tanta colpevole irresponsabilità!”
 
Col che pare che anche il mite Mattarella abbia fatto presente a chi di dovere (un po’ seccato, pare) che le elezioni le decide lui e non l’assemblea dei Retroscenisti Riuniti, magari sotto la Presidenza degli ultras Boccia e Franceschini. Sembra che la Costituzione (la più bella, la più sacra ed intoccabile che ci sia) dica proprio così.
Ma tant’è, come al solito: vox populi(sti), vox Dei.
 
In realtà Babbo Natale, invocato da molti, quorum ego (oggi è giorno di latino …), sta lavorando parecchio (ha poco altro da fare, vista la soperchiante concorrenza di Amazon) e, una slitta di qua, una slitta di là, forse riesce a far recapitare a Giuseppi Conte un “Manuale essenziale di sopravvivenza per Presidenti del Consiglio”, edizioni Vecchio Pentapartito, che in exèrgum ha il vecchio adagio siculo: “Calati juncu, ca passa la china”.
 
Bene, speriamo che la “china” arrivi davvero, e che passi pure, purché lasci sul terreno una roba digeribile anche a palati fini come quello del Professor Cacciari, che dopo le feste sarà ancora più nervoso. E figuriamoci noi…!
Agli altri (Scanzi, Travaglio e Retroscenisti Uniti) serviranno casse di Maalox, di cui l’elevato Beppe Grillo dovrebbe ancora avere una buona scorta in casa.
 
Rinnovo gli auguri! Per aspera ad astra. Ad maiora! (giusto per finire con il latinorum!)
 
 
Ernesto Trotta
Torino