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Primo Piano

La decrescita infelice

Si ritiene certo l'arrivo di Draghi a palazzo Chigi. Ma si ignorano le conseguenze: sacrifici tutti i giorni, domeniche comprese.

di Giuseppe Turani |

Nei sotterranei della politica e dell’informazione si dice che dopo la cacciata di Conte a palazzo Chigi dovrebbe arrivare Mario Draghi. E si aggiunge che l’ex capo della Bce avrebbe già dato il suo assenso. Io non credo a questa storia (sarebbe troppo bella), ma facciamo finta che le cose stiano così. Ci sono allora conseguenze importanti.

1- Si dice che Draghi avrebbe già il via libera da parte di tutti i partiti: dalla sinistra fino a Salvini. Manca la Meloni, ma forse si sono dimenticati di consultarla. Ma comunque non è importante. Qualunque cosa accada alla fine si adeguerà, magari dopo quattro strilli di rito.

2- Se questo piano fosse vero, di fatto Draghi arriverebbe a palazzo Chigi come una sorta di super-commissario, come una figura cioè extra-costituzionale e dotato di quei pieni poteri che Salvini voleva per se stesso.

3- Quasi certamente, ammesso che tutto ciò sia vero, Draghi durerebbe  non più di due giorni. Per salvare il salvabile di questo paese (altroché rilancio, ripresa, e simili baggianate), è inevitabile una politica dura e veloce. Commissari ad hoc quasi per ogni cosa. Regioni congelate insieme ai loro inutili presidenti. Sacrifici per tutti. Lockdown come piovesse.

 

Di fatto questo diventerebbe un altro paese. Un paese in amministrazione pre-fallimentare. Gestito da un super commissario.

E questo sarebbe l’unico modo per salvare, appunto, il salvabile (che non è più molto, i giovani migliori se ne stanno andando).

Dubito fortemente che i politici italiani siano disposti a accettare di essere messi in soffitta a stagionare come salami. Dovrebbero essere più intelligenti di quello che sono. Vi immaginate Savini nel solaio di casa sua con il rosario che aspetta il proprio turno? O Renzi, costretto a stare zitto per una settimana?

Impossibile, non realistico.

E infatti Draghi non arriverà a salvarci. E qui ci si avvicinerà sempre di più al punto di non ritorno.

E vedremo finalmente la decrescita (sarà contento Grillo).

Ma di felice non ci sarà proprio niente.