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Bibì e Bibò, Fontana e Gallera

A Milano sono tutti organizzatori nati, tranne i due dei vaccini, disastrosi.

di G.T. |

Milano dispone della più alta concentrazione italiana di imprenditori, di manager, di tecnici, di organizzazioni di volontariato, cinque università nel raggio di 50 chilometri. In più i milanesi sono gente disciplinata: se gli si dice di andare a farsi vaccinare alle sei di mattina, ci vanno, con tutta la famiglia.

Insomma, se c’è un posto dove le vaccinazioni dovrebbero scorrere via come l’olio, questo è la Lombardia. Invece risulta essere l’ultima. Un caso stupefacente, come non trovare salami da un salumaio.

Ma c’è una spiegazione. A Milano sono almeno 20 o 30 le organizzazioni che avrebbero potuto organizzare le vaccinazioni in tutta serenità: dai City Angels al Rotary Club di Milano centro. Poi, l’esercito. Ma no.

I due fenomeni (da studiare) Fontana e Gallera hanno scelto di tenere tutto nelle loro manine dorate, un disastro. L’intera Europa sta ridendo. E intanto le vaccinazioni vanno a rilento. Ci vorranno anni, probabilmente. E nessuno di questi due scriteriati dice che cosa si fa nel frattempo. E nemmeno hanno l’intelligenza minima di andarsene e di passare la mano a altri, persino i boy scout (gente seria) farebbero meglio.

Niente, stanno lì, vanno in televisioni ogni due per tre a sparare balle più grandi di loro. Parlano di cose di cui non sanno nulla.

E i milanesi, gente pratica, aspettano che il vaccino miracoloso arrivi per via misteriose in farmacia, lo compreranno, lo pagheranno, si faranno l’iniezione e tireranno a Fontana e Gallera delle madonne, che se ne gliene prende solo una…

 

P.S. = Io l’ho fatto con il vaccino precedente, cinque secondi.