Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Primo Piano

Regioni da abolire

Brave a spendere soldi, incapaci di avere risultati.

di G.T. |

Era largamente previsto, Ma non per questo è meno grave. Conte si è liberato del problema rifilandolo alle regioni. E queste si sono subito messe a litigare, creando un caos senza pari.

Ma, dentro al caos, c’è una logica. La gente, è ovvio, vorrebbe vivere come se il virus non esistesse: andare al bar a chiacchierare, a trovare gli amici, grandi tavolate conviviali. E così via.

Ma non si può. Allora i presidenti di regione, che sono i più vicini alla gente, inventano eccezioni, furbate, pur di venire incontro ai desideri dei loro cittadini.

Risultato: la pandemia non se ne va, rimane presente e a volte si aggrava persino.

Per fortuna c’è il vaccino (onore e gloria alle ditte di Big Pharma che in pochi mesi lo hanno messo a punto). In teoria. La distribuzione, infatti, è affidata alle stesse regioni e manca tutto: luoghi, personale, decisioni, calendari.

Quello che si impara è che non bisogna affidare niente alle regioni. Alla prima occasione vanno soppresse (nessuno lo ricorda più ma anche Nicole Minetti, igienista dentale, era consigliera regionale, a oltre 10 mila euro al mese).

Ce la caveremo? Certo, con almeno 100 mila morti, metà dei quali per colpa della disorganizzazione e dei nostri politici impiccioni. Bastava che affidassero tutto all’esercito, togliendosi dalle scatole.

Ma sarebbe stato troppo semplice.