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Grillini, addio

Se crisi di governo, si va al voto. Mattarella ha già deciso.

di Giuseppe Turani |

Il governo è morto e Mattarella ha già fatto sapere, informalmente, che non ci sarà alcun governo del presidente: si va a votare. Il che significa che per almeno un centinaio di deputati a 5 stelle si torna dietro la cassa del bar. I 15 mila euro al mese finiscono in autunno, potranno consolarsi con il reddito di cittadinanza: qualche decina di euro al giorno.

Dopo di che per i 5 stelle ci sarà un futuro all’opposizione perenne (probabilmente sotto il 10 per cento) e all’irrilevanza stabile. La loro grande occasione è passata, ma non hanno saputo coglierla. Invece di imparare a gestire il paese, hanno dato sfogo alle loro visioni ideologiche più dementi (opposizione netta a qualsiasi grande opera), esibendo peraltro un personale politico di infima categoria.

Adesso stanno tentando un recupero in extremis tenendo duro sul No-Tav, ma in realtà si stanno scavando una fosse ancora più profonda: si mettono infatti contro tutto il Nord produttivo e qualunque associazione imprenditoriale che abbia almeno tre iscritti. Non ci mancheranno.

Si vedrà alla prova il centrodestra targato Salvini e anche il grande carrozzone Pd a guida Zingaretti.

Insomma, si riaprono i giochi. Giochi difficili e incerti, ma senza i 5 stelle fra i piedi dovrebbe essere un po’ meglio.