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Hanno paura di me

Il senatore Paragone, futuro presidente della commissione banche, pensa a un complotto contro di lui. 

di Giuseppe Turani |

Il senatore Gianluigi Paragone sostiene che il sistema ha paura di lui e non lo vuole come presidente della nuova commissione banche. Il senatore Paragone ha ragione: il sistema ha paura di lui esattamente come si ha paura di un ubriaco alla guida di un tir.

Il senatore oggi è del Movimento 5 Stelle, ma ha fatto la sua carriera nella Lega. Era infatti il direttore di quel famoso foglio stimato in tutti gli ambienti internazionali che si chiamava La Padania, che ogni tanto, giustamente, veniva anche stampato in dialetto bergamasco per la gioia degli emigrati di quelle valli in Australia.

Ma la questione vera non è nemmeno questa, la questione è che la Lega, partito nel quale Paragone si è formato, è l’unico partito del mondo occidentale condannato a restituire 49 milioni sottratti allo Stato. Inoltre la Lega è l’unico partito ad aver fondato una propria banca, la Credit Euronord, finita in un crac da manuale e salvata poi da un altro bancarottiere, quel Fiorani della Popolare di Lodi.  

Come si vede, il sistema delle banche e dei banchieri ha qualche ragione per temere il senatore Paragone. I precedenti in effetti fanno paura.

Comunque ci sarebbe un sistema per dirimere la questione rapidamente. Basterebbe incaricare un qualunque aiutante di Mario Draghi di porre dieci domande di argomento bancario al senatore: poiché la competenza del soggetto in materia è uguale a zero (ha tentato anche la strada del cantante rock) è evidente che non saprà rispondere nemmeno a una domanda e quindi verrebbe bocciato immediatamente.