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La Repubblica di carta

Uscita da euro e Europa, in un deserto di fame e miseria, roba da repubblica sudamericana.

di Giuseppe Turani |

Basterebbe ricordare a Salvini che l’ultimo che ha chiesto e ottenuto i pieni poteri è stato poi arrestato lungo il lago di Como travestito da tedesco, fucilato e poi appeso in piazzale Loreto. Non porta bene.

Ma lui, ovviamente, conta di cavarsela meglio. Per riuscirci, o almeno per tentarci, ha in mente un percorso, molto semplice:

1- Uscita dall’euro e dall’Europa.

2- Banca d’Italia completamente asservita al governo: il governo stampa titoli di stato e Bankitalia compra, stampando nuova moneta.

3- In questo modo lo Stato potrà fare e disfare ponti e strade e distribuire soldi a volontà. I soldi, in questo schema, non saranno più un problema: basterà chiedere-ordinare a quelli di Bankitalia. I torchi possono girare anche di notte e nei giorni festivi.

4- Di fatto si andrà verso la costruzione di un paese fatto soprattutto di carta straccia, che nessuno vorrà nel mondo.

5- Ma a Salvini questo interessa poco. Il suo orizzonte non arriva oltre i confini nazionali, che giustamente lui presidia con tanta buona volontà e tanta inefficienza.

In parole semplici, il percorso nel quale Salvini si sente immerso (come nostro salvatore) conduce esattamente a una repubblica sudamericana, fame e miseria. Moneta di zero valore nel mondo, convertibile in niente.  Comprare un iPad costerà 10 milioni di lire e l’iPhone ve lo potete scordare. Le auto solo per quelli veramente ricchi. Le vacanze? Sette giorni all’anno. In colonia per il ceto medio. Altri scenari non sono possibili.

Buon voto.