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Un paese allo sbando

Il Pd discute un'alleanza organica con i 5 stelle, ma Grillo vuole sciogliere il Movimento, i "meravigliosi ragazzi" sono proprio idioti.

di Giuseppe Turani |

La politica italiana è entrata in una fase psicotica, e non si possono nemmeno escludere effetti comici. Nel Pd, ad esempio, sta maturando l’idea di un’alleanza organica, stabile, con i 5 stelle. Ma, contemporaneamente, nei 5 stelle si sta facendo strada l’idea di un autoscioglimento, tutti a casa, Di Maio, la Castelli, Barbara Lezzi, e così via.

La svolta dei 5 stelle, se ci sarà davvero, non dovrebbe sorprendere e sarebbe partita dalla testa addirittura di Beppe Grillo. Due le ragioni.

1- Da un lato l’avaro genovese sarebbe più che soddisfatto del casino combinato fino a oggi, mandando in parlamento e al governo baristi, casalinghe frustate, disoccupati cronici e incollocabili, sfaccendati di provincia, provetti giocatori di biliardo. E’ il suo show più riuscito, per un comico che in fondo non ha mai sfondato davvero.

2- Dall’altro lato si sarebbe reso conto che questa massa di gente presa dalla strada non è in grado di governare un paese. Anche al suo bar sotto casa non hanno saputo dargli consigli. Prima di finire in guai seri, quindi, meglio sbaraccare e andare a casa.

La faccenda, però, non è così semplice. I neoministri e neodeputati si trovano bene nella loro nuova vita. Continuano a non conoscere la Costituzione e a confondere il Cile con il Venezuela, ma la paga è buona, nelle trattorie romane si mangia bene e finalmente in tasca c’è sempre qualche soldo.

La cosa comica è che il Pd rischia di arrivare, dopo tante sofferenze interne, a una svolta storica (l’alleanza organica con i 5 stelle, il peggio della politica mondiale) proprio mentre questi scelgono di abbandonare e di tornare sul divano di mamma.

Ma non c’è solo questo. C’è anche la Meloni che sta per superare (se già non lo ha fatto) Forza Italia. La coatta romana, cioè, sta per doppiare Berlusconi, il più miliardario dei politici italiani. Sono cose da matti e dietro le quali si intravede un popolo di disperati, che non sa più da quale parte sbattere la testa.

Stessa storia per il quasi 40 per cento che i sondaggi attribuiscono alla Lega di Salvini. Il modello che Salvini ha in testa è quello peronista (distribuire al popolo carta straccia). Solo che l’Italia non può stampare moneta in proprio. Per farlo deve uscire dalla Ue, e si sta vedendo in questi giorni quanto sia complicata la Brexit (e l’Inghilterra non ha nemmeno l‘euro). In realtà, Salvini propone dieci anni di tormenti e incertezze, di confusione assoluta. Ma nei sondaggi raccoglie il 40 per cento dei consensi.

Mentre tutto questo si svolge sotto i nostri occhi, il governo (che non ha una lira) si arrabatta fra tassare le bevande zuccherate e altre scemenze di pari livello. Contribuendo così allo spettacolo di un paese ormai allo sbando, a ruota libera, senza più alcun centro di gravità.