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Lo scatolone Salvini

Esaurita la spinta della Lega, è il momento del Pd. Ma il Pd non lo sa. 

di Giuseppe Turani |

La politica italiana si muove. Anche se lentamente. Oggi è già diversa da quella di una settimana fa. Dopo il suicidio dei 5 stelle, siamo a questo punto: la Lega è poco sopra il 30 per cento, il Pd poco sotto il 25 per cento. La distanza non è incolmabile. Anche perché Salvini sembra aver esaurito la sua spinta propulsiva. Continua a battere su un tasto solo, gli immigrati, che però non ci sono, e quindi urla a vuoto. In più, ha talmente esagerato nel suo presenzialismo che ha fatto nascere il movimento delle sardine: ovunque vada, migliaia di cittadini vanno in piazza a contestarlo. E a indicarlo come il vero pericolo pubblico, cosa che peraltro è.

Inoltre, Salvini non ha una linea, non ha una proposta politica degna di questo nome. Continua a ripetere “giù le tasse”, ma non dice come. E quota 100, che è riuscito a far passare, è una delle bestialità più grandi mai approvate da uno Stato moderno. Lui pensa, perché è limitato, che l’importante sia prendere i voti. Ma, dopo, bisogna governare. I grillini si sono autodistrutti perché una volta arrivati al potere non sapevano più che cosa fare, e sono andati avanti con le scemenze inventate da Grillo al bar insieme agli amici della briscola: reddito di cittadinanza e cose così.

La Lega di Salvini, che oggi appare l’astro nascente, è nelle stesse condizioni: non dispone di un vero gruppo dirigente e, soprattutto, non ha un programma, quattro idee su cosa fare dell’Italia.

Il Pd è un po’ vago sul da farsi, ma almeno dispone di un gruppo dirigente. Di possibili buoni presidenti del consiglio ne ha almeno dieci, forse anche di più. Purtroppo, è nelle mani di Zingaretti, una fotocopia del viceparroco di Volpedo, persona mite e inoffensiva. Ma anche inutile.

Sembra incredibile, ma un Pd con un po’ più di grinta oggi sarebbe capace di fare a pezzi Salvini, che è una sorta di scatolone vuoto, pieno solo di slogan razzisti e di destra. Tutta roba con la quale non potrebbe governare nemmeno due giorni: gli si rivolterebbero contro la Ue, i mercati, le banche, i risparmiatori.

In un certo senso questo è il momento del Pd, ma il Pd non lo sa o non lo ha ancora capito. In politica capita.

Passa il tuo treno, ma tu sei al bar a farti un cappuccino.