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Ancora su Rula

Al suo posto Rita Pavone, un salto indietro di decenni, verso la preistoria della tv.

di G.T. |

Credo che la vicenda di Rula Jebreal abbia già stufato tutti, lei per prima. Ma rimane qualcosa da dire. L’idea non era stupidissima, anzi. Affidare la conduzione di San Remo a un personaggio curioso e intrigante: palestinese di nascita, israeliana come cittadinanza, molto legata all’Italia, che vive a New York. Per di più bellissima. Con gli stilisti italiani che avrebbero fatto a gara per vestirla. Un esempio vivente di che cosa è la globalizzazione e la circolazione delle persone. E anche l’esempio che con un po’ di cultura si può essere tante cose.

E’ finita male per via dei soliti sovranisti, che più in là della signora Pina (adorata) non vanno.

Gli organizzatori del Festival della canzonetta ci avevano offerto l’occasione per fare bella figura, ma ce la siamo giocata per via di gente che non ha mai lavorato in vita propria. Insomma, l’Italia provinciale, bolsa, che mangia cose immangiabili.

Rula sul palco di San Remo non avrebbe cambiato il mondo. Ma avrebbe trasmesso il messaggio che siamo persone che non temono l’arrivo di quattro immigrati e che sanno convivere con le differenze. E alle quali una bella ragazza che si occupa professionalmente di politica estera non fa paura, anzi.

Leggo che al suo posto potrebbe essere chiamata Rita Pavone, un salto indietro di quanti anni? Venti, trenta?

D’altra parte, il sogno vero di Salvini e dei grillini è quello di un nuovo medioevo.

Rula, in effetti, cittadina del mondo, un po’ disordinata, colta, bella, con amicizie importanti nelle maggiori capitali del mondo, con questa pessima Italia che sta avanzando non c’entra nulla.

Lei è davvero nel 21° secolo, noi siamo ancora qui che arranchiamo dentro un ‘800 che non se ne vuole andare.

Per gente come Salvini e Di Maio Rita Pavone è perfetta, la pappa con il pomodoro.

Adesso stanno cercando di recuperare Rula, affidandole un siparietto femminista. La tv ha un fascino al quale è difficile resistere. Spero per la collega Rula che abbia la forza di dire no, magari anche in malo modo. Un “andate a cagare” in palestinese.