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Le galline e la stagnazione eterna

Tutti cianciano di cose inutili, ma intanto il paese si è bloccato. 

di Giuseppe Turani |

La politica italiana sembra ormai un pollaio impazzito, tutti che corrono qui e là, senza sapere bene perché. Solo che non è entrata alcuna volpe. E ognuno fa le sue cose. Persino Giorgia Meloni, che sta pigliando un po’ di voti (finalmente!) si affretta a chiedere a Mattarella scioglimento delle Camera e elezioni anticipate. Ormai è un’abitudine: ogni volta che a uno i sondaggi gli dicono bene, protesta con il presidente perché non li fa votare. Galline impazzite.

Salvini protesta addirittura perché la maggioranza non ha deciso, ancora, di rinviarlo a processo dalla magistratura ordinaria. E un po’ ha ragione: lo vogliono tenere lì, a bollire, mentre si va a votare in Emilia-Romagna. Piccoli scherzi da prete. Lui, comunque, è attivissimo e continua a mangiare come se non avesse mai visto un panino in vita sua.

Il Pd si è forse capito che cosa sta facendo: spera di accalappiare i grillini in fuga dai 5 stelle, ha aperto il sacco, si è nascosto dietro il cespuglio e aspetta che le lepri cadano nella trappola. Strategia un po’ ridicola, ma questo passa il convento.

Non pervenuti gli altri attori. A parte Di Maio, che si ostina a predicare dialogo e moderazione, là dove volano bombe e aerei. Con la sua 24 ore d’ordinanza, fa un po’ ridere, ma lui si sogna di essere un grande della terra che sta girando per aggiustare i torti, punire i colpevoli e premiare i meritevoli. Ma non se lo fila nessuno. Intanto vede un po’ di mondo, male non gli può fare.

Giuseppi Conte, che è più brillante di quel che si pensi, sta sereno perché sa che nessuno vuole mandarlo a casa. Tutti lo vogliono tenere lì fino a quando non sarà raggiunto un accordo per la scelta del nuovo presidente della Repubblica.

E qui bisogna richiamare in campo l’unico che ogni tanto si agita, e cioè Matteo Renzi: proponga ufficialmente il rinnovo del mandato a Mattarella (che fu una sua felice invenzione), trovi un accordo con gli altri, e la politica torni a fare politica.

Il paese, mentre Salvini addenta tramezzini che sfiancherebbero un bue e la Meloni gira giuliva, è entrato in una fase di stagnazione che può durare anche dieci anni o forse per sempre. Serve una scossa e anche bella grande.

E l’unico che può darla è appunto Renzi, proponendo subito l’attuazione di almeno 2-3 misure di quelle contenute nel suo referendum bocciato, che era pieno di buone cose, ma che è stato presentato malissimo, forse anche perché sembrava più un’enciclopedia che una proposta politica.