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Dibba in Patagonia

Vorrebbe fare un nuovo partito con Paragone. Meglio un viaggio in terre lontane.

di G.T. |

L’amico Nicola Piepoli è un bravo sondaggista e fa bene a fare tanti sondaggi. Ogni tanto, però, va corretto. Oggi, ad esempio, ha detto che un eventuale partito Di Battista-Paragone può valere anche il 5,5 per cento. Non discuto: dai tabulati di Piepoli può risultare davvero questo.

La realtà, però, è diversa. Un partito politico è anche (se non soprattutto) un concentrato di intelligenza. E qui casca l’asinello. Se si sommano Paragone con Dibba più su di -5 non si va.

Già oggi i 5 stelle, benché diretti dalla mente superiore di Beppe Grillo, sono di fatto morti, forse non arrivano al 5 per cento, pur avendo ministri in carica. Un eventuale clone dei 5 stelle, fatto da due transfughi di basso livello, dove volete che arrivi? Al 2 per cento. O, forse, allo 0,2 per cento.

D’altra parte, la politica è un osso duro. Basta vedere Italia Viva, dove le intelligenze ci sono, ma che comunque non riesce a sfondare il muro del 5 per cento. Il vecchio Pd, invece, in mano a fantasmi silenziosi sta comunque nel giro del 20 per cento.

Detto questo, a Dibba e Paragone consiglierei, se scartiamo l’abusata ippica, di darsi al golf o al turismo permanente, possibilmente in luoghi molto esotici. Se non trovano di meglio, la vecchia Patagonia di Bruce Chatwin va sempre bene.