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Brava Nancy Pelosi e brave le sardine italiane

Per ora abbiamo solo gesti di rivolta, ma si può sperare...

di G.T. |

Molti lettori non sono d’accordo con le immagini di Nancy Pelosi, speaker della Camera Usa, che dietro Trump straccia con metodo e applicazione i fogli del discorso del presidente americano. Io invece trovo quelle immagini meravigliose. E cerco di spiegare perché.

Viviamo, ormai lo abbiamo capito, in un’epoca bizzarra. Finita la lunga stagione post-bellica, con le fatiche connesse, il mondo sembra essersi preso una pausa e negli Stati Untiti come in Italia affida il proprio destino a saltimbanchi, populisti di basso rango e di nessuna capacità politica.

Contro questa gente, e ancora per un po’, non c’è quasi niente da fare. Mentono spudoratamente. Indebitano i bilanci pubblici come se non esistessero più i domani, promettono qualsiasi cosa, luna compresa.

Il popolo segue, in America come in Italia, questi cialtroni di nuovo conio. Trump, non dimentichiamolo, è quello che meglio di tutti riassunse la situazione: potrei scendere nella Quinta Strada e sparare a un passante qualsiasi, mi voterebbero lo stesso. In questa situazione, per la gente normale non rimangono che i gesti: Enrico Toti che lancia la propria stampella contro le truppe austriache, certo non pensava di vincere una battaglia. Nancy Pellosi che straccia con meticolosa attenzione l’inutile e vanaglorioso discorso di Trump. Le sardine italiane (esseri in parte ancora misteriosi) che riescono a contendere le piazze a Salvini. Rula Jebreal, che sale sul palco delle canzonette, e parla di violenza sulle donne. Sono gesti, solo gesti.

I gesti non sono mai risolutivi. Si potrebbe anche dire che non servono a niente. Ma non è vero. Testimoniano il dissenso. Testimoniano che nel mondo, se non oggi domani, ci può essere altro.

I gesti sono insomma speranza. E come tali vanno accolti. Che la speaker della Camera americana mostri pubblicamente un così vistoso disprezzo per Trump è una lezione politica. Non servirà oggi, non farà aumentare i voti dei democratici, ma servirà a diffondere l’idea che questo in cui viviamo non è il migliore dei mondi possibili. Servirà a costruire, domani, qualcosa di meglio.

Stessa cosa in Italia con le sardine. Nessuno sa che cosa combineranno. Per ora ci dicono solo che l’Italia non è fatta da Salvini e dalle sue bande di squinternati, ossessionati da inesistenti immigrati e dai negher.

Se non ci fossero questi gesti, potremmo pensare di essere piombati in un incubo.