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Il paese delle fate

Tutti in galera, ma con il reddito di cittadinanza. (Cesare Beccaria)

di Giuseppe Turani |

Ci sono momenti in cui la politica si avvicina allo zero assoluto, ogni residua grandezza scompare e rimane solo il rumore di fondo. Oggi, se non fosse per Mattarella, siamo arrivati a questo punto. I 5 stelle, che il cielo li perdoni, se può, insistono e sono pronti all’estremo sacrificio (il governo) pur di far passare l’abolizione della prescrizione. Il loro slogan potrebbe essere: tutti in galera, fino a quando esiste un cittadino a piede libero, probabilmente c’è un furfante in libertà.

Contro delle teste così non esiste difesa. E bene sta facendo Renzi su questo punto: al Senato i grillini non hanno i voti necessari e al Senato quindi la loro proposta sciagurata verrà bloccata.

Ma, si dirà, la prescrizione è lo Stato che si arrende, che ammette di non saper fare i processi, condannare o assolvere le persone inquisite. È vero: la prescrizione è una sconfitta per lo Stato. Stato che in questi 70 anni ha largamente dimostrato di non essere capace di perseguire i presunti colpevoli, ma solo di incarcerare migliaia e migliaia di soggetti che poi vengono dichiarati innocenti (magari 15 anni dopo).

Di accelerare i lavori della giustizia si parla da quando Eva, tentata dal serpente, mangiò la famosa mela. Risultati zero.

In questo quadro, la prescrizione è una specie di salvagente gettato al popolo degli inquisiti: non siamo in grado di processarvi, e allora vi mandiamo a casa, liberi, fine processo. Si applica cioè la norma che tutto sommato sia meglio avere un colpevole in libertà che un innocente in galera. Norma di pura civiltà giuridica e umana.

Ma è inutile cercare di spiegare queste semplici cose ai grillini: non hanno mai letto Beccaria (che invece era consultato da Caterina la Grande, che stava a Mosca), ma hanno solo ascoltato Beppe Grillo, un soggetto condannato in via definitiva a un anno e due mesi di detenzione per aver sterminato una famiglia.

I grillini, purtroppo, sono fatti così: sbagliano la rotta all’inizio, ma non si arrendono, non cambiano, e così si ritrovano al Polo Nord invece che a New York.

Questi sono anni duri, complicati, ma l’Italia sta spendendo 20 miliardi di euro all’anno in sciocchezze come reddito di cittadinanza, quota 100 e i famosi 80 euro (diventati 100) di Renzi. Sembriamo il paese delle fate. Invece siamo solo uno dei paesi più indebitati del mondo.