Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Saremo soli

La ricostruzione post-virus sarà molto complicata.

di Giuseppe Turani |

È andata di moda (e che moda!) per qualche tempo l’idea che bastasse qualche Vaffa ben piazzato per cambiare il mondo e le sorti del paese. Sarà un caso, ma adesso che siamo davvero nei guai, tutta questa gente tace, come se fossero emigrati in Islanda. In realtà, non hanno mai avuto niente da dire di sensato e infatti mai l’hanno detta. Solo qualche adepto marginale continua a ripetere le consuete sciocchezze, ma i generali sono spariti, non dicono più niente.

Di Maio si ostina a tenere la scena, ma tutto quello che può fare è andare a Fiumicino a ricevere il comandante (bravissimo) della Diamond Princess.

Non c’è più partita. E meno ce ne sarà nei prossimi mesi. Una volta liberati dal virus (si spera) la ripartenza sarà un affare complicato. I giochi di prestigio, le battute alla Grillo, le gaffe alla Di Maio non avranno più alcun senso.

Si tratterà di portare avanti un paese con un debito pubblico diventato nel frattempo mostruoso e con un sistema produttivo in ginocchio. E con un aumentato (inevitabilmente) ruolo dello Stato, e con un impianto regionale da rivedere profondamente.

Tutte cose per le quali servono alte competenze e senso dello Stato.

In pratica si camminerà sul filo di un rasoio: servirà il governo centrale (un governo forte), ma capace di non travalicare. E non possiamo sperare in grandi aiuti dall’estero. I cubani (bravi ragazzi) hanno mandato qui cento persone e materiale sanitario per aiutarci (mille grazie), ma hanno meno soldi di noi.

L’America, che credeva all’inizio di essere fiori dalla bufera, sta andando nei guai e non avremo nessun De Gasperi che torna dagli Stati Uniti sventolando un assegno da 50 milioni di dollari.

Dovremo fare tutto da soli.