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Eroi dimenticati / Carandini

Ambasciatore italiano a Londra, presidente di Alitalia, fondatore del Partito radicale con Mario Pannunzio.

di G.T. |

Qualche lettore mi rimprovera, amichevolmente, di parlare sempre di De Gasperi, Ugo La Malfa e compagnia. Accetto i rimproveri, anche se devo aggiungere che ogni volta che vedo in tv Salvini o Di Maio  mi prende lo sconforto. In loro c’è sempre l’eco di niente. Capisci che non hanno letto nulla, forse qualche articolo sulla Gazzetta dello Sport, in treno. L’Italia ha una storia, anche recente, non proprio banale, ma loro sembrano partoriti ieri da qualche Dea minore distratta e svogliata. E gettati lì, alla rinfusa, perché li consumassimo. Non hanno passato, e quindi nemmeno futuro, anche se credono di essere diventati i padroni di questo paese.

E quindi oggi voglio parlare di Niccolò Carandini, personaggio del tutto dimenticato, ma che ha diritto a un suo posto fra quelli che davvero hanno fatto l’Italia.

Di base è stato un agricoltore (anche se coperto di titoli nobiliari che metà bastano). La sua bonifica della grande tenuta di Torre in Pietra, vicino a Roma, è un esempio ammirato e studiato in tutta Europa. Liberale, in politica ha seguito una linea: come i liberali si spostavano  a destra, lui usciva e andava a sinistra.

Sposato con la figlia del senatore Luigi Albertini (direttore e proprietario del Corriere, fino a un certo punto, cioè all’arrivo del fascismo), è stato nostro ambasciatore a Londra. Per qualche mese lo ritroviamo ministro di un governo Bonomi, dopo la caduta del Duce.

Autentico liberale, alla fine è fra i fondatori del partito radicale, insieme a Mario Pannunzio e altri. E’ stato il primo presidente di Alitalia.

Ecco, Carandini è solo un esempio di quelli che hanno fatto l’Italia davvero. Gente con carriere di potere, amicizie, ma capaci di lasciare tutto per andare con gli amici di sempre, gli amati liberali di sinistra, gente che non contava nulla, ma che esercitava una grande influenza culturale. Malagodi, che era il nemico di questi, era uno, allievo di Raffale Mattioli, alla cui tavola si parlava solo in tedesco. E aveva rappresentato la Comit in tutti i Balcani.

Questi personaggi, i vari Di Maio e Salvini li avrebbero mandati a comprare le sigarette. E’ gente così che ha fatto l’Italia. I nostri eroi di oggi, titolari di vite ordinarie e di studi inesistenti, la stanno semplicemente disfacendo, giorno dopo giorno.