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Il delirio della famiglia Casaleggio

La scemenza di casa: la democrazia dei click.

di Giuseppe Turani |

Chi segue un po’ queste paginette sa che fra gli informatici ho un debole per Tim Berners Lee. All’epoca era uno scienziato inglese distaccato al Cern di Ginevra. Nel tempo libero mise insieme, con un collega, il World wide web. Non corse a chiedere brevetti. Si limitò a caricare il tutto su un server Apache, avvisando che era libero e che chiunque poteva scaricarlo. La cosa era così sorprendente che passarono quindici giorni prima che un utente approfittasse dell’offerta. Oggi il web è usato da miliardi di persone, da tutti quelli che girano per Internet, e nessuno paga un soldo. Lui, Tim, ha avuto vari riconoscimenti accademici e la Regina Elisabetta lo ha nominato baronetto. Punto e basta.

Poi ci sono quelli che cercano di fare soldi con il web, quasi fosse una macelleria o una rivendita di salami.

Fra questi, un posto d’onore spetta a tal Davide Casaleggio, che dal padre ha ereditato un modesta azienda informatica. Qualche anno fa ha tentato di varare una sua piattaforma, la Rousseau, ma è stata subito hackerata anche dai bambini di quindici anni. Adesso sembra che si siano rivolti a uno specialista in sicurezza. In termini generali, la Casaleggio & Associati si colloca nella fascia bassa del mercato. Nel mondo non li conosce nessuno.

Il loro unico vantaggio è che sono i depositari, custodi, guardiani di tutto il web dei cinque stelle. Tutto sta nella Casaleggio: siti, password, accessi. Per questo servizio (che mette l’intera privacy cinque stelle nelle mani della Casaleggio), tutti gli eletti dei cinque stelle versano un contributo mensile alla Casaleggio, probabilmente l’entrata più importante.

E’ una situazione assurda e ridicola: un movimento politico paga una società privata per farle gestire i propri segreti e mette tutta la sua attività informatica nelle sue mani.

Così, di fatto, Casaleggio è il vero padrone dei cinque stelle. E adesso questo signore, che è evidentemente un po’ fuori di testa, sta teorizzando che nel giro di qualche anno i parlamenti non serviranno più perché arriva la democrazia dei click: mentre il bollito cuoce, la massaia dice se vuole l’aumento dell’Iva oppure no (ovviamente no, glielo posso dire anch’io, senza click). Inutile cercare di spiegare a Casaleggio perché i parlamenti esistono (raffreddano e mediano le pulsioni spontanee del popolo, che sempre vorrebbe tasse dimezzate e servizi raddoppiati).

Infatti, nell’intero mondo l’unico balordo che pensa alla democrazia dei click è Casaleggio, ignoto peraltro agli studiosi di politica. L’unica buona notizia è che i suoi demenziali progetti passano tutti attraverso i 5 stelle, un partito ormai morente, la sua estate sta finendo. E così anche quella di Casaleggio.

Intanto, il 3 novembre gli americani si recheranno alle urne per eleggere il loro nuovo presidente, con le schede da mettere nell’urna. Come sempre.