Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Primo Piano

Salvini, il guerriero immaginario

La gente comincia a essere stanca di polemiche inutili e pretestuose.

di Giuseppe Turani |

Serve una grande ripartenza, dicono tutti. E in parte ci sarà, ma sarà molto breve e servirà a poco. Al momento lo scenario è il seguente:

1- Quest’anno il Pil va giù del 10 per cento, o più.

2- L’anno prossimo, sistemata un po’ la questione covid (si spera), si sale del 6,1 per cento.

3- Nel 2022 comincia il rallentamento: la crescita sarà solo del 3,8 per cento.

4- Con il 2023 si va poco sopra l’1 per cento e poi ci si adagia sulla nostra tradizionale crescita dell’1 per cento.

 

In sostanza non cambia niente. E questo perché nel frattempo non si è fatto nulla per avere una crescita più robusta. Questo scenario (modesto) può anche peggiorare se non si trova il modo di mettere un freno all’elevata conflittualità politica esistente. Salvini, insomma, deve smetterla di aizzare gli animi e di provocare divisioni. Lui, forse, prenderà più voti, ma rischia di essere il primo in un paese stagnante e fermo. E in questo caso rosari e madonne servono a poco. Gli affari, per prosperare chiedono serenità e governi stabili. Gli elettori, peraltro, hanno già cominciato a punirlo (gli hanno tolto dieci punti in poche settimane) : nessuno ama i conflitti, soprattutto se inutili e artificiosi.

Fare la guerra ai nemici inesistenti comincia a non pagare più.