Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Primo Piano

Un paese ridicolo

Si protesta per piccoli disagi. Non si comprende la gravità della situazione.

di Giuseppe Turani |

A quelli che si lamentano perché non possono permettersi l’apericena o inutili chiacchierate al bar vorrei far notare che la generazione precedente ha dovuto affrontare i disagi di una guerra mondiale, con i bombardamenti, i rastrellamenti e tutto il resto (ricordo, da bambino, le fughe nel rifugio, cioè nella cantina di casa). I più fortunati avevano qualche zio in campagna presso cui riparare (e mangiare qualche buona frittata).

Il problema è che non si riesce a convincere gli italiani che devono stare a casa. La cosa viene vissuta come una limitazione della libertà insopportabile.

Ma c’è di peggio. Qualche tempo fa, pensando di fare una grande furbata, gli italiani hanno votato in massa degli incompetenti presi dalla strada (ricordate uno vale uno?). Ma la storia è vendicativa: appena eletti i peggiori governanti della nostra storia, ci ha mandato il covid 19. Leghisti, ma soprattutto grillini. Così abbiamo avuto i banchi con le rotelle (un mistero che non sarà mai chiarito) e i bonus monopattini: una sorta di mondo rovesciato e assurdo, immaginato da gente in fase alcolica avanzata

Ieri un amico mi ha mandato una foto in cui si vedono Giuliano Amato, Bettino Craxi e altri signori dell’epoca. Per carità, non erano Superman, ma facevano dignitosamente il loro lavoro. E mai avrebbero pensato a un’Italia che gira in monopattini o  che va a scuola con i  banchi con le rotelle.

La verità è che siamo diventati, nelle mani dei grillini, un paese ridicolo. E anche un po’ blasfemo, con Salvini, i suoi rosari e le sue madonne.