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Allarme vaccinazioni

Ne servirebbero 200 mila al giorno. Ma finora ne hanno fatte meno di 50 mila.

di G.T. |

Comincio a essere seriamente preoccupato per le vaccinazioni. Conte se n’è liberato subito passando la patata alle regioni, specialiste in inefficienza (e da sopprimere appena possibile).

Purtroppo, la matematica è una cosa antica e precisa, 2+2 fa 4 da tempo immemorabile. E oggi i conti  non tornano.

Per vaccinare non tutti, ma solo metà degli italiani entro dieci mesi, cioè ottobre, servirebbero 200 mila vaccinazioni al giorno.

Visto che fino a oggi sono stati vaccinate meno di 50 mila persone (tutte addette alla sanità, cioè già negli ospedali), è evidente che non si raggiungerà l’obiettivo indicato sopra.

I responsabili, però, proseguono burocraticamente tranquilli. Poi verranno a dirci che hanno fatto quello che si poteva, e buonanotte al secchio.

Invece sarebbe l’ora di interventi straordinari, di qualche idea rivoluzionaria. In fondo si tratta di fare un’iniezione, non un intervento a cuore aperto. Quella antiinfluenzale me la sono fatta da solo, in 3 secondi e senza disturbare nessuno.

Durante la prima guerra mondiale, gli americani giravano per le strade, chiedendo ai passanti chi volesse fare il sergente dell’esercito. Non dico di arrivare a tanto. Ma 200 mila iniezioni al giorno non sono una cosa impossibile. Con mille centri sarebbero 200 iniezioni al giorno per centro. Con due mila centri saremmo a 100. Con 4 mila centri (su 8 mila comuni) saremmo a 50 iniezioni per centro.

E allora la domanda è: esistono, e sono funzionanti, questi mille, due, quattro mila centri?

Temo di no. E andrà a finire male.