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Amazon è il brand più redditizio del mondo

Con un valore record di quasi 190 miliardi di dollari guida la classifica dei 500 marchi che rendono di più. Ferrari è il più influente. 

di Redazione |

I brand più redditizi al mondo sono quasi tutti americani e quasi tutti appartenenti al settore tecnologico, anche se la Cina sta lentamente avanzando occupando nuovi spazi, come conferma la nuova classifica Brand Finance Global 500 realizzata da Brand Finance, leader mondiale nella valutazione economica dei brand e nella consulenza strategica. 

La nuova edizione vede Amazon mantenere saldamente la prima posizione: il valore economico originato dall’immagine e dalla reputazione del brand creato da Jeff Bezos (nella foto) ha raggiunto l’impressionante valore di 187,9 miliardi di dollari, il 25 per cento in più rispetto all’anno precedente. «Il servizio impareggiabile offerto da Amazon ai clienti, continua a tenere altissima l’immagine e la reputazione della marca, contribuendo così a successi commerciali, come la vendita record di oltre 100 milioni di prodotti durante le offerte dell’ultimo Prime Day, e al superamento del valore di US$ 1.000 miliardi a Wall Street», commentano da Brand Finance anche se vale la pena ricordare che dopo i ribassi borsistici dell'ultima parte dell'anno, Amazon capitalizza circa 800 miliardi di dollari.

Al secondo posto, con un valore di 153,6 miliardi, cresciuto di appena il 5 per cento, si conferma Apple e al terzo Google, che ha visto il valore del suo brand aumentare del 18 per cento a 142,7 miliardi di dollari. Sale alla quarta posizione (dalla sesta) Microsoft. Il brand ha registrato l'incremento più ampio tra quelli della top ten grazie a un balzo del 47 per cento a 119,6 miliardi di dollari. Merito della posizione di leadership sia nel gaming (Xbox) sia nel cloud e delle previsioni di un grande sviluppo in futuro di un mix dei due segmenti, ossia il gaming su cloud.

Scivolano invece dalla quarta alla quinta posizione la sudcoreana Samsung, a seguito di un valore del brand sceso dell’1 per cento a 91,3 miliardi di dollari, e dalla quinta alla sesta posizione l'operatore telefonico a stelle e strisce At&T, nonostante l'aumento del 6 per cento a 87 miliardi di dollari del valore del proprio brand. Stabile al settimo posto Facebook (+9 per cento a 83 miliardi di dollari) che ha quindi retto bene, in termini di immagine, lo scandalo di Cambridge Analytica. Scende invece di un gradino, dall’ottavo al nono, l'altro operatore Usa, Verizon (+13 per cento a 71,1 miliardi) 

Completano la top ten due banche cinesi: ICBC (+35 per cento) all’ottavo posto e CCB (+ 23 per cento) al decimo posto che guidano il foltissimo gruppo di brand cinesi presenti in classifica, secondo solo al gruppo dei brand Usa. L'escalation dei brand cinesi è inarrestabile: dal 3 per cento del 2009 la loro presenza è salita al 16 per cento lo scorso anno e raggiungere quest'anno il 19 per cento anche grazie alla crescita record (+326 per cento) di iQiyi, il Netflix/Youtube cinese, e di altri 20 brand cinesi che hanno registrato una crescita molto superiore alla media.

Passando ai brand italiani, sono appena nove quelli in classifica, una manciata appena. Questo - spiegano da Brand Finance - dipende dal fatto che la Global 500 premia i brand in grado di produrre maggiore valore economico assoluto (e quindi brand molto efficaci, ma di piccole e medie dimensione, difficilmente entrano in classifica). D’altra parte, la dimensione medio piccola delle imprese italiane dipende - oltre che dalla difficoltà di fare business e dalla scarsa voglia di rinunciare a parte dell’indipendenza - anche dalla strategia di marketing mix poco efficace nel rendere il brand unico e quindi diverso dai competitor.

Non solo. «Le eccellenze in Italia non mancano, soprattutto nei settori in cui siamo leader, ma la maggior parte delle imprese italiane sottovalutano l’importanza dell’immagine - troppo associata alla pubblicità e troppo poco associata all’esperienza complessiva dei clienti, per i quali la sola qualità del prodotto non è abbastanza», ha commentato Massimo Pizzo Managing Director Italia,  

Una menzione a parte merita Poste Italiane, che ha scalato ben 78 posizioni grazie soprattutto alla buona reputazione presso chi acquista prodotti assicurativi, al dinamismo in soluzioni come Postepay e alla conseguente buona prospettiva di crescita.

Brilla anche Ferrari, che dopo 5 anni torna ad essere il brand più influente del mondo tra i 500 con maggiore valore economico (non quello più redditizio pur avendo aumentato del 27 per cento, a 8,3 miliardi, il valore del brand del cavallino). L’annuncio di importanti investimenti per realizzare 15 nuovi modelli, di cui alcuni ibridi, e il fatto che già a maggio dello scorso anno fosse stata venduta tutta la produzione 2018, e parte della produzione 2019, sono i fattori che hanno fatto la differenza sul rafforzamento di Ferrari, notano da Brand Finance.